A Natale in piazza San Pietro ci sarà il presepe di Atessa

Sarà realizzato ad Atessa (Ch) il presepe che, a Natale 2026, adornerà piazza San Pietro. Dal cuore della Val di Sangro a quello della Cristianità.

L'iniziativa è portata avanti dall'Arcidiocesi di Chieti-Vasto, dalla BCC Abruzzi e Molise, dalla quale è partita l'idea; dall’Associazione Amici del Presepe di Atessa, dalla Confraternita degli Artisti e dal Centro educazione carcerario Santi Pietro e Paolo di Vasto (Ch),

Trecento metri quadrati di scene, figure a grandezza naturale, paesaggi che ricostruiscono la Betlemme di duemila anni fa, ma con l’aggiunta dei “pagliarelli”, detti anche “pinciare”, edifici tipici dell'Abruzzo realizzati tradizionalmente in terra e paglia.

“Tra i numerosi pastori e greggi in terracotta, che animano la rappresentazione, vestiti con i costumi tipici abruzzesi, cioè panni grezzi e pelli di pecora, che simboleggiano una fede semplice e sincera – così in una nota diffusa dallo Stato della Città del Vaticano -, emerge un elemento particolare: una pecora nera. Nel presepe non evoca la sventura, ma l’essere prediletti dalla divina misericordia. Essa rappresenta l’umanità smarrita, il peccatore che Cristo vuole ricondurre a sé. È la pecora più fragile, quella che ha più bisogno di amore e verso cui il Buon Pastore riversa una cura speciale. La pecora nera è il segno che nessuno è escluso dalla gioia della nascita del Salvatore”.

Nessuno escluso, compresi i più bisognosi, come soleva pensare Francesco d’Assisi. Il presepe come raffigurazione tridimensionale della natività di Gesù, nasce tradizionalmente infatti proprio con Francesco d’Assisi, che nel 1223 lo realizzò a Greccio (Ri). Un semplice frate, santificato poi per la sua povertà, per il suo senso di pace e per aver cercato la fede tra gli ultimi e i peccatori. Un presepe che tradizionalmente nasce quindi per far comprendere a tutti, compresi coloro che non sapevano leggere in latino considerati meno abbienti, il messaggio evangelico cristiano trasmesso dalla nascita di Gesù.

Ed infatti la nascita di Gesù resta il punto cardine della questione. Il problema di fondo è che per l’ultimazione del progetto con ulteriori figuranti, compreso il personaggio di Gesù bambino, l’Associazione Italiana Amici del Presepe ha bisogno di ulteriori fondi. Servono ben 15.000 euro entro il 3 ottobre 2026 per completare le ultime sette figure del presepe, che potrebbe altrimenti non vedere mai la luce. Il presepe infatti ad oggi non è ancora stato visto da nessuno in quanto, come si legge nella nota dell'associazione -"sarà il Vaticano stesso ad annunciarlo e a svelarlo al mondo. Fino ad allora, molto di quello che stiamo costruendo resta top secret". La campagna funziona in modalità "tutto o niente" e ciò implica che se non si dovesse raggiungere l'obiettivo prestabilito, ogni donazione verrà restituita integralmente a coloro che l'hanno effettuata. 

Di seguito il link della pagina per comprendere meglio tutti i dettagli ed effettuare donazioni: https://www.ideaginger.it/progetti/il-bambinello-non-e-ancora-arrivato-aiutaci-a-portarlo-in-piazza-san-pietro.html 05 ago. 2026

MARIANO PELLICCIARO

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