Ospedale Atessa. La Asl depotenzia il servizio di endoscopia digestiva, Borrelli: 'Qui curati più pazienti che a Chieti'

Perché ridurre da tre a due le giornate settimanali di attività dell’endoscopia digestiva dell’ospedale San Camillo De Lellis, proprio mentre la ASL Lanciano Vasto Chieti dichiara di voler aumentare le prestazioni e ridurre le liste d’attesa? E' la domanda che il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, pone al direttore generale dell’azienda sanitaria, Mauro Palmieri, chiedendo chiarimenti sulla riorganizzazione del servizio.

Il primo cittadino ha inviato una lettera alla Direzione generale per conoscere le ragioni della scelta e sollecitare una rivalutazione della disposizione, alla luce dei risultati raggiunti dalla struttura sanitaria e delle sue potenzialità.

"Alla luce di questi dati, desta particolare perplessità l’ipotesi, nell’ambito della nuova organizzazione da Lei presentata a settembre, di ridurre ulteriormente l’attività di Atessa da tre a due giornate a settimana", scrive Borrelli, sottolineando quella che ritiene una contraddizione rispetto agli obiettivi dichiarati dalla Asl.

Nella nota del 2 settembre, infatti, l’azienda sanitaria aveva indicato la necessità di rafforzare la rete di gastroenterologia ed endoscopia digestiva nelle cinque sedi di Chieti, Ortona, Lanciano, Vasto e Atessa, anche attraverso nuove assunzioni. L’obiettivo è rispondere alle esigenze dei pazienti e alle circa 3.000 persone che, a metà agosto, risultavano ancora in attesa di prestazioni entro i tempi previsti.

Nella comunicazione, il sindaco richiama i dati relativi all’attività svolta dal "San Camillo De Lellis", evidenziando come la struttura, pur operando soltanto tre mattine a settimana con un unico medico per turno, proveniente dall’organico di Ortona, abbia effettuato un numero di prestazioni superiore a quello dell’endoscopia di Chieti.

Quest’ultima può contare su sette medici e garantisce un’attività distribuita su sei giorni alla settimana, mattina e pomeriggio, oltre alla reperibilità notturna e festiva. Borrelli sottolinea inoltre che l’ospedale di Atessa dispone di strumentazione di nuova generazione e di due sale operative, il cui potenziale risulta attualmente sfruttato solo in parte.

Elementi che, secondo il primo cittadino, renderebbero opportuno un potenziamento del servizio, anziché una riduzione delle giornate di attività.

"Una scelta di questo tipo appare difficilmente conciliabile con l’obiettivo dichiarato di aumentare la produttività aziendale e ridurre le liste di attesa -, osserva il sindaco nella nota, evidenziando come l’estensione dell’attività ad altri giorni della settimana e l’incremento delle unità impiegate consentirebbero di utilizzare pienamente una struttura già attrezzata e operativa, senza ulteriori investimenti strutturali.

Da qui la richiesta alla Direzione generale di illustrare i dati, i criteri organizzativi e le valutazioni di efficienza che hanno portato a prevedere la riduzione dell’attività del presidio della Val di Sangro.

"Il rischio è quello di un progressivo depotenziamento in uno scenario che potrebbe apparire come una pre-chiusura", avverte Borrelli, chiedendo che la decisione venga rivalutata sulla base dei risultati conseguiti.  04 ott. 2026

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