Lanciano. Trova libretto postale del '69 con mille lire: ora la banca potrebbe elargirle un bel gruzzolo

Un vecchio mobile si è trasformato in un piccolo scrigno del tempo. E' proprio al suo interno che Rosanna D'Amelio, residente a Lanciano (Ch), infermiera della Asl Lanciano Vasto Chieti, ha fatto una scoperta destinata a dare il via ad una complessa vicenda giuridica.

Mentre riordinava alcuni effetti di famiglia, lo scorso 14 luglio, la madre ha rinvenuto un libretto di risparmio emesso 57 anni fa dalla Cassa di Risparmio di Chieti e recante un saldo attivo di 1.000 lire. Un documento rimasto nascosto per oltre mezzo secolo e del quale la figlia, intestataria, ignorava completamente l'esistenza.

"Mia mamma - fa presente la titolare del credito - ha 79 anni e aveva completamente dimenticato di possedere quel libretto. Lo aprì, a mio nome, il 16 giugno del '69, poco prima che io compissi un anno. Da allora non me ne ha mai parlato. Nei giorni scorsi ho letto di un uomo di 72 anni che aveva ritrovato un libretto, con la stessa somma, della Cassa di risparnio di Trieste. Così mi sono attivata...".

Consapevole della particolarità del fatto e non sapendo come agire, si è rivolta all'Associazione Italia, che ha affidato il titolo all'esame di un proprio consulente contabile. Stando alla stima effettuata, tenendo conto degli interessi legali, della rivalutazione monetaria e della capitalizzazione maturati nel tempo, il valore attuale del credito raggiungerebbe circa 32.000 euro. Questo dai primi calcoli, ma è tutto da verificare. 

La donna ha per ciò conferito mandato ai legali dell'Associazione affinché vengano intraprese le iniziative necessarie per ottenere il riconoscimento e il rimborso del denaro. 

La storica banca teatina, fallita, è stata dapprima incorporata da Ubi Banca e successivamente è confluita nel Gruppo Intesa Sanpaolo, che, in qualità di soggetto subentrante nei rapporti giuridici, sarà chiamata a valutare la richiesta avanzata dalla signora.

"Uno dei principali aspetti della vicenda - spiega ad Abruzzolive.tv l'avvocato Alessandro Romano, che segue il caso - riguarda la prescrizione del diritto al rimborso. In questo caso si richiama l'articolo 2935 del Codice Civile, secondo il quale la prescrizione decorre dal giorno in cui il diritto può essere concretamente esercitato. Nel caso specifico, la ptescrizione inizia dal momento del ritrovamento del libretto, poiché soltanto allora la titolare è venuta a conoscenza della sua esistenza".

Secondo l'Associazione Italia, nel nostro Paese esistono ancora milioni di antichi titoli di credito – tra libretti bancari, buoni fruttiferi postali, Bot e altri strumenti finanziari – custoditi in cassetti, mobili o vecchi archivi familiari, spesso dimenticati dai legittimi titolari o dai loro eredi. 21 lug. 2026

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