Giorni di fuoco in Abruzzo. L'incendio tra Lucoli e Roio riprende forza e divampano le polemiche. Gli altri roghi attivi

"Le fiamme sono partite da un prato. Se si fosse intervenuti in maniera ponedora ed efficiente, si sarebbe potuto evitare il disastro". Con 1.600 ettari arsi, tra essi anche i pascoli per il bestiame; con il fuoco che diventa più minaccioso per le case e che ha incenerito un bosco secolare. L'incendio tra Roio, Lucoli e Bagno, nell'Aquilano, è al centro dell’emergenza in Abruzzo e, insieme alle fiamme, si fa viva la polemica sulla gestione delle operazioni di spegnimento.

Il rogo, partito il 21 luglio, dopo oltre 15 giorni, nelle ultime ore ha fatto registrare altre criticità. Quando sembrava essersi placato, ha invece ripreso vigore e forza. Il coordinamento degli interventi è affidato alla struttura regionale di Protezione Civile guidata da Maurizio Scelli, che è nell'occhio del ciclone.

A intervenire sulla situazione è Sinistra Italiana, che contesta alcune scelte operative e chiede chiarimenti.

“Proprio quando serve continuità nel presidio a terra, a Roio si è scelto di tenere tutti lontani dalla linea del fuoco e di affidarsi ai soli canadair – afferma il segretario regionale di Sinistra Italiana, Daniele Licheri –. Ma sono stati i volontari saliti a piedi, con pale e picconi, insieme a vigili del fuoco e Protezione civile, a dimostrare in questi giorni che la montagna si presidia standoci sopra”.

Secondo Licheri, “è assurdo che quel modello venga abbandonato proprio ora” e chi chiede spiegazioni “venga minacciato di denuncia”.

Sulla stessa linea Lorenzo Rotellini, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio comunale all’Aquila, che interviene sulle ricostruzioni relative al ruolo dei volontari durante i lanci dei mezzi aerei.

“Si sta costruendo una narrazione secondo cui il problema sarebbe stato dei volontari che avrebbero impedito i lanci dei canadair – sostiene Rotellini –. Così non è. Il problema è stato il corto circuito nella gestione dell’emergenza nelle prime ore” e “le responsabilità andranno cercate in ciò che non è stato fatto fin dall’inizio”.

Nell’aggiornamento delle ore 14.30 del 6 agosto della Protezione civile, risulta ancora complessa la situazione sul fronte Roio-Lucoli-Bagno, con il canadair 16 impegnato, 18 volontari con cinque mezzi e una kilolitrica, un dos (direttore operazioni spegnimento) dei vigili del fuoco e 31 pompieri con 14 mezzi.

Alcuni degli inneschi sarebbero dolosi, come uno rinvenuto dalla polizia, che indaga, non distante dal centro abitato di Roio.

Gli altri incendi in Abruzzo sono a:

Rocca di Cambio (Aq) – incendio ancora attivo con due fronti aperti. Operano il canadair 30, l’elicottero regionale Lince Rossa, vigili del fuoco, volontari. La situazione viene descritta come complessa per le continue ripartenze del rogo.

Bisegna (Aq) – incendio attivo con il dos dei vigili del fuoco sul posto. Presenti volontari provenienti da Sulmona e Castel di Sangro. L’elicottero Lupo Grigio è stato trasferito da Rocca di Cambio per supportare le operazioni.

Collarmele-Gagliano Aterno nell'Aquilano – in corso le attività di bonifica sui versanti della montagna. Registrata una ripartenza sul lato di Gagliano Aterno, con la ricerca di nuove squadre per il cambio degli operatori impegnati.

Cupello (Ch) – incendio ancora attivo con una squadra di volontari e un mezzo operativo.

Fresagrandinaria (Ch) – fronte attivo con volontari impegnati nelle operazioni.

Pratola Peligna (Aq) (via Spinelle) – segnalazione ricevuta dai vigili del fuoco, sul posto i volontari con un mezzo.

Santo Stefano di Sessanio (Aq)  (Racollo) -  intervento attivato con due squadre, sei volontari e mezzi.

Castilenti (Teramo) – segnalazione per possibile incendio di interfaccia; inviata una squadra di controllo con tre volontari e un mezzo.

In fase di bonifica invece l’incendio di Gissi (Ch), dove operano sette volontari con due mezzi. Chiuso l’intervento a Civitella del Tronto (Te).  06 ago. 2026

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