Pescara. Maresciallo dei carabinieri si spara in bagno ufficio

Si è ucciso sparandosi con la pistola d'ordinanza. Tragedia che colpisce l'Arma dei carabinieri.

A togliersi la vita, questa mattina, a Pescara, Alessandro De Luca, maresciallo di 45 anni, in servizio nel Nucleo operativo ecologico (Noe). Si è ammazzato nel suo ufficio, in via Venezia, all'ottavo piano. Si è chiuso in bagno e l'ha fatta finita.

Il dramma si è consumato poco prima delle 9. Un colpo alla testa e per lui non c'è stato nulla da fare. I colleghi, che erano nella stanza accanto, sono accorsi immediatamente, ma il militare era in una pozza di sangue, già deceduto.  Sul posto sono intervenuti anche gli agenti di polizia e i sanitari del 118. 

L'uomo era divorziato, ma attualmente aveva una compagna, e senza figli. Sembra che non abbia lasciato messaggi, né spiegazioni. Aveva prestato servizio ad Ancona e a Treviso e poi, nel 2018, era rientrato nella propria città natale. Ai carabinieri del comando provinciale del Noe il compito di far luce sull'accaduto.

In mattinata, nel luogo della tragedia il generale Maurizio Ferla, comandante generale dei carabinieri per la Tutela ambientale e il tenente colonnello Giuseppe Adinolfi, comandante del gruppo ambientale di Roma, arrivati direttamente dalla capitale.

La salma è stata portata nell'obitorio dell'ospedale Santo Spirito per accertamenti. Sull'accaduto c'è un'inchiesta. "Ancora sconosciute le motivazioni... Quel che è certo, è il disagio degli uomini e delle donne in divisa. Per ragioni squisitamente risarcitorie, l'amministrazione non pone nella giusta ottica questa problematica", afferma, in una nota, Francesca Beneduce, presidente dell'Osservatorio nazionale per i diritti e la salute dei militari e delle forze dell'ordine. 

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