Parco Majella: bufera su nomina direttore. Esposti alla magistratura e richiesta commissariamento a ministero

Si abbatte un ciclone sulla nomina del direttore del Parco nazionale della Majella. Tre esperti di aree protette hanno chiesto al ministero dell'Ambiente il commissariamento ad acta dell’Ente Parco che da oltre 10 anni, dicono in una nota, "non è guidato da un direttore scelto secondo le procedure di legge". 

L'Usb, a Pescara, alla presenza degli avvocati Fausto Corti e Claudia Aloisio, e degli esponenti sindacali del pubblico impiego, Teodoro Pace e di Silvio Di Primio, ha annunciato di aver presentato esposti alla Procura della Repubblica di Sulmona (Aq) e alla Corte dei Conti di L’Aquila circa la situazione di illegittimità che perdura da tempo immemore.

Gli esperti che si sono appellati agli uffici romani sono Dario Febbo, già direttore del Parco del Gran Sasso e del Parco d'Abruzzo; Giorgio Boscagli, già direttore del Parco delle Foreste Casentinesi e del Parco Sirente-Velino e Massimo Pellegrini, già funzionario regionale responsabile per l'attuazione del Patom, l'accordo istituzionale per l'orso. Premettendo "di essere ormai in pensione e quindi non più coinvolti direttamente", contestano i "gravissimi ed ingiustificati ritardi nella definizione della procedura concorsuale per la selezione del direttore attivata dal Parco nel lontano 2013 con un regolare bando pubblico".

"L'Ente Parco - affermano - nonostante abbia perso, con sentenza passata in giudicato, un ricorso al Tar con i giudici che disponevano di selezionare una terna di candidati tra i sedici concorrenti che avevano avanzato la candidatura, ignora da anni di fatto sia la sentenza che le conseguenti ripetute richieste del Ministero.

In questi anni, dicono i tre esperti, il Parco è stato prima retto da un direttore “a scavalco”, in quanto già direttore del Parco regionale Sirente-Velino, che non era però, all’atto della nomina, nell'albo degli aventi titolo ma che ha gestito l'area protetta per quattro anni per poi andare in pensione. Successivamente è stato individuato tra i funzionari dell'Ente un facente-funzione di direttore e che è tuttora in carica dopo altri quattro anni".

"Nel 2018, - rimarcano i tre esperti - solo a seguito di reiterati solleciti da parte del Ministero, il Parco ha individuato una terna che veniva però bocciata dall'organo vigilante in quanto il Consiglio direttivo aveva selezionato persone non più idonee per motivi di età o per altri motivi, escludendo invece chi tra i richiedenti, peraltro ex direttori di altri parchi nazionali, aveva tutti i titoli e requisiti. Il Parco ha promosso  addirittura un ricorso al Tar contro il Ministero attivando un vero e proprio scontro istituzionale". Ora "la nuova terna selezionata ad agosto 2023, dopo ben 10 anni dalla pubblicazione del bando, include due persone di 68 anni, quindi non più idonei per età, escludendo invece ex direttori di parco nazionale che hanno tuttora i requisiti e sono ancora disponibili ad assumere eventualmente l'incarico".

La nota si conclude con l'augurio "che questo Ministero, esercitando sino in fondo le proprie funzioni di vigilanza, voglia porre davvero la parola fine a questa interminabile serie di illegittimità nominando un commissario che formuli una terna credibile, per una gestione corretta, efficace ed efficiente per il bene del Parco, che abbiamo contribuito a far istituire".

Sulla stessa scia il sindacato. "Gli esposti, ben articolati, - spiega l'Usb - descrivono la cronistoria delle vicende che, dal lontano 2012 ad oggi, impediscono di fatto la nomina di un direttore con tutti i poteri. Assistiamo,- dichiarano i sindacalisti - ad una continua elusione delle disposizioni normative impartite dal Ministero e recepite anche da sentenze del Tar Abruzzo che, nel corso di questi anni hanno più volte intimato agli organi direttivi di produrre una terna di candidati validi e efficaci da cui poter scegliere il direttore. Dopo ben undici anni trascorsi dall’attivazione della procedura, gli organi direttivi del Parco hanno indicato terne di candidati palesemente non nominabili perché già in pensione o gravati da provvedimenti giudiziari o per altre problematiche. Si è arrivati all’assurdo della presentazione di un ricorso al Tar Abruzzo, da parte del Parco Majella, contro il Ministero, che chiedeva e continua a chiedere la terna dei candidati validi a norma di legge. Inutile dire che il Tar ha rigettato in toto il ricorso dell’ente condannandolo, oltre che al pagamento delle spese processuali, anche a procedere nella indicazione di questa famosa terna attingendo dall’elenco degli idonei del 2012". Ma il Parco, "proseguendo nella sua azione elusiva, ad oggi non ha ancora fornito questi nominativi al Ministero e prosegue a nominare direttori facenti funzione privi dei requisiti". 16 nov. 2023

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