Chieti. Si è dimesso il sindaco Di Primio. 'Non ci sono le condizioni per andare avanti'

Il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio (nella foto), ha rassegnato le dimissioni dopo aver interrotto un Consiglio comunale in cui ha chiesto il ritiro degli argomenti posti in discussione, tra cui il bilancio di previsione. La seduta si è quindi conclusa. Evidenti, in aula, i problemi interni alla maggioranza di centrodestra, con l'assenza dell'intero gruppo di Forza Italia e di un consigliere Udc. 

"Non c'è possibilità di trattare con il ricatto - ha detto Di Primio in un'apposita conferenza stampa -. Poiché loro, i consiglieri, sono manovrati e io non sono uno che si fa comandare, ho deciso che non ci sono più le condizioni per andare avanti e ho dato le dimissioni. Il centro destra perde la grande occasione di fare pulizia al proprio interno togliendo via logiche che non possono appartenere a persone serie. Credo - ha proseguito Di Primio - di aver fatto tutto quello che potevo, di aver dato a questa città tutto quello che avevo in me, tempo, amore e passione, e credo di aver dato anche progetti e non chiacchiere. Noi abbiamo 37 milioni di opere finanziate che cambieranno il volto di Chieti. Mi dispiace per coloro che subiscono i danni dalla mancata approvazione del bilancio: lo subiranno i lavoratori di quelle società che si volevano difendere, subiranno un contraccolpo le tante ditte che aspettavano da due mesi; la giunta ha approvato il bilancio il 18 aprile e oggi il Consiglio non è ancora in grado di approvarlo". 

"Io non è che non voglio fare il sindaco, mi è rimasto un anno e lo faccio quasi da dieci e lo faccio anche contro coloro che adesso stanno dando problemi. Qui c'è una grave responsabilità della classe dirigente regionale - ha aggiunto - che sta mandando a casa un'amministrazione di una città capoluogo di centro destra a un anno dalle elezioni, come se Teramo non stesse in questa regione. Io non posso dire altro che Teramo docet: se non avete ancora compreso che dare spazio a chi fa i ricatti e le bande armate poi porta a perdere le elezioni, vuol dire che non avete compreso una lezione abbastanza banale che dà la vita politica. Non credo che ci siano le condizioni in questo momento neppure per pensare a un ritiro delle dimissioni".

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