'Sangritana Spa messa in (s)vendita': il no di sindacato e centrosinistra. 'Bloccare la sciagurata procedura'
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"Dopo il primo tentativo del giugno 2022 andato a vuoto, l'azienda regionale di traporto Tua Spa ci riprova e pubblica, con la condivisione ed il coinvolgimento indiretto del Governo regionale, un nuovo avviso per la vendita o meglio la svendita della Sangritana Spa, azienda regionale leader nel settore del trasporto merci su ferrovia". 

Così in una nota a firma del segretario regionale Vincenzo Marcotullio, la Uil Trasporti Abruzzo. 

La manifestazione di interesse, apparsa sul sito istituzionale Tua il 28 novembre,  vuole individuare "un partner privato a cui attribuire almeno il 30% del capitale sociale di Sangritana Spa". 

"Tra le motivazioni ufficiali, si legge nel bando, vi è la ricerca di un partner finalizzata “all’apporto di know how ed indirizzi innovativi alla Business cargo”. Non si può non rilevare che, diversamente dal bando di vendita precedente (andato deserto), questa volta tra i requisiti di partecipazione è scomparso il dover essere un operatore del settore specifico ovvero una impresa ferroviaria. Adesso invece basta essere un semplice “movimentatore di merci” e quindi solo un operatore della filiera della logistica, attività questa, che ovviamente nessuna attinenza ha con il trasporto ferroviario. Che know how ci si può quindi attendere da un tale operatore? Quali attrezzature e quali esperienze saranno apportate?"

"Piuttosto - viene rimarcato - si coglierebbe da parte di Tua spa solo l’interesse ad abbandonare il settore facendo bottino dalla vendita dopo aver scaricato per anni “costi” sulla sua partecipata alleggerendo così il proprio bilancio. Dietro quindi quella che viene ufficialmente presentata come una iniziativa finalizzata ad assicurare il decollo della società ferroviaria di trasporto merci su attività di respiro internazionale, si nasconde un clamoroso autogol per tutto il territorio ed il suo tessuto industriale, già penalizzato dalla inadeguatezza delle  infrastrutture".

"Ci domandiamo quindi, - fa ancora presenta il sindacato - se l’interesse della Regione Abruzzo, che aveva anche concesso il riconoscimento alla Sangritana Spa di “società di interesse generale”, ora sia quello di perdere il controllo della propria impresa ferroviaria e limitarsi ad avere la sola partecipazione in un’azienda che si dovrebbe porre in concorrenza con altri operatori nazionali ed internazionali esercitando servizi di carattere di lunga percorrenza,  invece di sviluppare servizi per le imprese che operano nel territorio regionale assicurando loro servizi di manovra, composizione convogli ed anche trazione tra le diverse aree industriali".

Uil ricorda che "da subito ha contrastato nel merito questa scelta perché affrettata e non rispettosa delle reali esigenze del mondo produttivo regionale in particolare delle industrie operanti nella Val di Sangro".

"La Regione Abruzzo, com’è noto, - viene sottolineato - ha un asset in tema di infrastrutture dei trasporti molto fragile: porti ancora in attesa degli investimenti e con pescaggio limitato; ferrovie ancora a semplice binario e non servite dall’alta velocità; rete autostradale senza corsie di emergenza e senza terza corsia con gallerie e ponti che necessitano di rilevanti interventi manutentivi; aeroporto che perde voli e relazioni di traffico.

"Abbiamo quindi necessità di potenziare questo settore e non di smantellarlo".

"Infine, tra le varie motivazioni addotte dalla dirigenza di Tua, ci si racconta che si evidenzierebbe uno stato di esposizione bancaria della Sangritana Spa. Si evita però di dire che l’esposizione non è dovuta a debiti derivanti da una cattiva gestione, ma deriva da investimenti sul materiale rotabile (locomotori) per i quali si sono accese linee di finanziamento bancario che a differenza di quanto accaduto per Tua Spa non sono stati oggetto di finanziamenti a fondo perduto da parte della Regione stessa. Nessun istituto di credito concederebbe fondi ad un'azieeda non solida". 

"Chi, sano di mente e/o senza ulteriori interessi,  venderebbe una propria attività commerciale che, partita nel 2018 con soli 1,6 milioni di fatturato è arrivata nel 2022 ad un valore della produzione di 11,6 milioni e che da 47 dipendenti (2018) oggi assicura lavoro a 97 unità (tutte giovani) ma soprattutto del territorio?" La procedura, ribadisce Uil, "va annullata".

"Giù le mani dalla Sangritana Spa!!!! Per crescere si compra, non si svende", è la conclusione.

E sulla questione è intervenuto anche il Pd, con il segretario provinciale di Chieti, Leo Marongiu, e il consigliere regionale Silvio Paolucci. Anche loro chiedono di fermare la sciagurata procedura avviata. "Marsilio e Tua - tuona il Partito democratico - provano ancora a disfarsi di uno dei gioielli di famiglia della Regione Abruzzo, addirittura non precludendo la possibilità che un partner privato possa addirittura diventare socio di maggioranza". Paolucci sull’argomento ha depositato un’interpellanza urgente. 

"Dopo le proteste forti dei mesi scorsi, quando la Regione tentò già l’operazione di cessione di una quota di Sangritana, ora addirittura gli appetiti sono aumentati visto che non c’è nemmeno più un limite certo al capitale sociale da cedere – proseguono Paolucci e Marongiu – e questo può significare il tentativo di svuotamento totale di un’azienda regionale strategica che sta conoscendo risultati importanti e un’espansione notevole sul mercato. E' in atto una sorta di tentativo di bullismo istituzionale verso la Sangritana che va fermato e rispedito al mittente".

Protesta anche dal centrosinistra di Lanciano (Ch), con un flash mob, che si è tenuto nottetempo, con uno striscione con su scritto "Terminal (mai terminato, ndr) e Sangritana, la colpa è TUA". 02 dic. 2023

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