Rapina in villa ai coniugi Martelli a Lanciano. Per gli imputati rito abbreviato con sconto di pena

Hanno chiesto e ottenuto tutti il rito abbreviato, che prevede sconti di pena, i sette imputati della cruenta rapina compiuta a Lanciano (Ch) a danno dei coniugi Carlo Martelli e Niva Bazzan. La gang romena, a carico della quale ci sono prove schiaccianti, oltre alle confessioni, comparirà davanti al giudice delle udienze peliminari il prossimo 24 giugno. L’accusa per il supposto capo banda, Adrian Martin, per Alexandru Colteanu, l’unico che non ha parlato, i fratelli Ion e Costantin Turlica, il loro cugino Aurel Ruset e l’autista George Ghiviziu è rapina pluriaggravata, lesioni gravissime, sequestro di persona e porto abusivo di arma. Poi c’è il settimo,  Gheorghe Traian Jacota che risponde solo di favoreggiamento per aver aiutato la tentata fuga di Ghiviziu. Con le prove scientifiche la Procura ha accertato che del commando, solo Ghiviziu, ritenuto il palo, e Costantin Turlica, non sono entrati, la notte del 23 settembre scorso nella villa presa d'assalto. A Colteanu viene contestata la recidiva specifica: anni fa a Frosinone rapinò e picchiò a sangue, massacrandolo dopo averlo immobilizzato, il padre di Michele Marini, l’ex sindaco.

I riscontri sono stati acquisiti nella casa di corso Roma dove vivevano i Turlica; nella Volkswagen Golf e sulla Bmw usate per la rapina e nel borsone con tute, scarpe, passamontagna, guanti, scotch e fascette utilizati per imbavagliare e legare il medico e la moglie con impronte, tracce ematiche e biologiche dalle quali è stato estratto il dna dei malviventi. A incastrare il gruppo anche i filmati delle telecamere nelle strade, della banca, il contenuto di sei cellulari con celle agganciate vicino la villa nelle ore dell'assalto armato. 

"Se non dite dov’è la cassaforte vi facciamo a pezzi", hanno minacciato  i rapinatori che hanno pestato, legato e imbavagliato i Martelli . Poi il taglio dell’orecchio a lei con una roncola di 15 centimetri. Il sanguinario colpo fruttò un bottino fatto di orologi e oro, infine il prelievo di 1.990 euro con carte bancomat delle vittime.

Nelle foto l'arresto di Adrian Martin in Romania

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