
E' morto a seguito di una terribile malattia, contro cui ha combattuto a lungo. Renato Menna, nato ad Atessa (Ch), è morto nel pomeriggio di oggi a Lanciano (Ch). Figura stimata e rispettata, era stato insignito, nel 2017, dell'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Ed è stato comandante della Polizia stradale, ruolo che ha ricoperto, nel corso della carriera, in Commissariato a Lanciano.
Era un appassionato di podismo.
La notizia della sua scomparsa ha profondamente colpito quanti lo hanno conosciuto sia sul piano umano che professionale. A darne l'annuncio sono i figli Martina con Albert, Samuele, Francesco e tutti i familiari.
I funerali si svolgeranno venerdì 10 aprile alle ore 10.30 presso la cattedrale della Madonna del Ponte a Lanciano (Ch). Il corteo funebre partirà dall’ospedale, mentre la sepoltura avverrà nel cimitero di Fossacesia.
Viene ricordato "per il senso del dovere, l’impegno nelle istituzioni e le qualità che lo hanno contraddistinto". "Due giorni fa - dicono alcuni colleghi - era passato a salutarci tutti, spiegando che stava per lasciarci".
Sui social il commuovente addio di Fabrizio Di Marco (insieme a Menna nella foto), direttore generale della Bcc Abruzzi e Molise: "Il mio pensiero è colmo di profonda commozione nel ricordare Renato Menna, amico carissimo della mia adolescenza, che purtroppo non è più tra noi a causa di una malattia incurabile. Non è stato soltanto il Comandante della Polizia Stradale di Lanciano, ma un uomo di straordinario valore umano e professionale, un esempio autentico di dedizione al servizio dello Stato e della comunità. Con onore ha indossato la sua uniforme, mettendo ogni giorno impegno, coraggio e senso del dovere per garantire la sicurezza dei cittadini. Abbiamo condiviso le radici della nostra amata Casalanguida, i ricordi della scuola, gli insegnamenti che ci hanno formato e un legame che il tempo non ha mai scalfito. Anche quando la vita ci ha portati su strade diverse, la stima e l’affetto reciproco sono rimasti immutati, profondi e sinceri. Entrambi insigniti dell’onorificenza di Cavalieri al Merito della Repubblica Italiana, con la nostra consueta ironia, quando ci sentivamo amavamo definirci scherzosamente “cavalieri senza cavallo”, un sorriso che oggi porto nel cuore. Rivivo con emozione i nostri incontri, i racconti, le risate, quel sentirsi ancora ragazzi nonostante il tempo trascorso. Momenti preziosi che ora custodisco con ancora più gratitudine. Renato è stato un uomo giusto, un professionista impeccabile, un amico leale. Il suo esempio continuerà a vivere in chi gli ha voluto bene e nell’eredità di valori che ha lasciato. Ciao, amico mio". 08 apr. 2026
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