
"L'Abruzzo lo sa da che parte stare, Palestina libera dal fiume al mare".
In migliaia hanno invaso questa mattina le strade di Pescara per lo sciopero generale proclamato da Usb e Cgil in difesa della Global Sumud Flotilla e del popolo di Palestina. La mobilitazione, che ha visto la partecipazione soprattutto di studenti e lavoratori, ha paralizzato il traffico cittadino.
Il corteo principale, colorato da bandiere palestinesi, striscioni sindacali e slogan, ha attraversato le vie centrali fino a raggiungere piazza Italia, davanti alla Prefettura e al Comune. Durante la manifestazione, un gruppo di attivisti si è staccato dalla marcia e ha bloccato per diversi minuti l’Asse Attrezzato, il raccordo autostradale che collega Pescara a Chieti, fermando le auto incolonnate e intonando: "Asse chiuso per genocidio".
A sostenere l’iniziativa anche l’Associazione delle Autonomie Locali Italiane (Ali) Abruzzo. Il presidente Angelo Radica ha sottolineato come i sindaci abruzzesi abbiano aderito convintamente allo sciopero: "E' un’occasione fondamentale per ribadire la necessità di continuare a battersi per il popolo palestinese, con la maggiore costanza possibile. Le istituzioni locali, che hanno il privilegio e la responsabilità del confronto diretto con i cittadini, non possono ignorare l’importanza umanitaria e democratica dell’azione della Global Sumud Flotilla. Per questo vanno respinti senza indugio i tentativi di delegittimazione di chi ha agito concretamente per la pace e per l’aiuto ai civili", ha aggiunto.
In piazza anche una delegazione del Partito Democratico con il segretario regionale Daniele Marinelli, Saverio Gileno dei Giovani Democratici e Roberta Tomasi della Conferenza delle Donne Democratiche. "La straordinaria partecipazione di oggi dimostra che non si può più voltare lo sguardo di fronte a quello che accade in Palestina", hanno dichiarato, definendo la protesta "una questione di umanità e dignità, non una battaglia ideologica".
Presente il Movimento 5 Stelle e la consigliera regionale Erika Alessandrini ha parlato di "un’iniziativa civile di altissimo valore e significato, animata dal dolore e dalla rabbia di migliaia di cittadine e cittadini che chiedono verità, pace e giustizia". Alessandrini ha attaccato duramente il governo nazionale, accusandolo di essere "inerme, sordo e complice delle barbarie che si consumano a Gaza". "Ho voluto fortemente esserci accanto a chi grida “basta genocidio” – ha affermato – perché è nelle piazze che oggi si manifesta l’Italia migliore, quella che non si piega al ricatto del potere e che chiede responsabilità concrete".
Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana: "Salvini e la Meloni non tapperanno la bocca a migliaia di studenti e lavoratori che, con le piazze di questi giorni, stanno salvando l’onore del Paese. Tutti i cittadini che manifestano, tutti i lavoratori che scioperano perdendo una giornata di stipendio, chi si mobilita per azioni di solidarietà dal basso lo fa perché i governi si sono girati dall’altra parte. La mobilitazione dal basso e l’immagine fortissima della Flottilla stanno finalmente facendo muovere le cose".
La mobilitazione di Pescara si è inserita in una giornata di proteste che hanno toccato anche L’Aquila, Teramo e Lanciano (Ch). E dall'Usb Abruzzo e Molise, hanno ribadito: "Se questa mattanza non cesserà, bloccheremo le città. La lotta continua". 03 ott. 2025
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