Chieti. Il Miserere e applausi per l'addio a padre Lorenzo. 'Grazie frate dalla barba bianca'
GUARDA LE FOTO

“Desidero al mio funerale uscire dalla chiesa con il Miserere…”. E così è stato, con il coro guidato dal maestro Medoro ad intonare la struggente musica di Selecchy. E mentre la bara di padre Lorenzo raggiunge l’uscita è poi un lunghissimo applauso dei fedeli a tributargli davvero l’ultimo saluto.

La chiesa di Mater Domini a Chieti è stracolma per il funerale di “un testimone che con la sua vita, la sua parola, la sua accoglienza, con la sua capacità d’ascolto, con la sua dolcezza ma anche con la sua fermezza ci ha ricordato il primato di Dio”, dice Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto nell’omelia. Il frate dalla barba bianca e dalla profonda semplicità delle sue omelie ha segnato la vita di migliaia di persone a Lanciano (Ch) dove è stato parroco a San Pietro per 30 anni e poi per 18 a Mater Domini. Giovedì mattina, a 90 anni, con una salute via via sempre più precaria se n’è andato per il lungo viaggio della morte. Lucido fino alla fine, ma soprattutto sereno.

In chiesa, in prima fila i familiari, ci sono gli scout, i confratelli dell’Ordine dei Cappuccini che riempiono l’altare. Ci sono i suoi amici più cari, quelli di Lanciano per i quali padre Lorenzo si è tolto sonno e fatica per farli crescere come uomini e cristiani. Davanti alla bara è appoggiata una foto con il suo sorriso celestiale. Tutti hanno da rivolgergli un grazie col cuore. Occhi lucidi, visi bagnati dalle lacrime per un addio che è come uno spartiacque esistenziale.

Al dolore e alla sofferenza per il distacco da un frate con il quale il trascorrere del tempo sapeva di un’altra dimensione, sempre di cammino, di vita piena, a quel dolore tutti hanno espresso gratitudine: “Con la sua barba lo ricorderemo come una sorta di profeta nella nostra chiesa. Viveva con profonda fede la sua alleanza con Dio. Sull’esempio di Francesco ha sempre testimoniato il Dio fedele”, ancora Bruno Forte. Poi il ministro provinciale dei frati minori cappuccini fra’ Matteo Siro “la nostra provincia è stata benedetta dalla sua presenza, ci è stato fatto un dono. A tutti voi un grazie speciale per l’affetto che portate a padre Lorenzo Ora è nell’abbraccio con il Signore”.

Toccante il ricordo di padre Raffaele Rollo, confratello che con lui viveva da 10 anni a Mater Domini, cuore a cuore: “Questa mattina non ti ho sentito…. Padre Lorenzo è come quegli uomini che hai la fortuna di incontrare poche volte nella vita, che danno tutto sempre pretendere nulla”.

“Avevi creato una comunità viva e solidale, dove essere e vivere l'uno per l'altro, convinto che la ‘vivacità intellettuale’ tua e di ciascuno di noi, fosse la cosa più importante per portarci a sentire di appartenere a Dio attraverso la nostra intelligenza, con il ragionamento mai fine a se stesso. Si rivolgevano a te tutti coloro che erano alla ricerca di Dio e tutti, nessun escluso, hanno sempre trovato in te una persona disponibile, attenta ai bisogni altrui, con una mente aperta e due braccia pronte a stringere, placando la nostra sete di sapere attraverso la parola, la cultura, l’intelligenza con cui riuscivi a illuminare le nostre menti. Quello che più conta e che ti reso speciale è stata la tua saldezza morale, l’intelligenza e la personale capacità del sentire. Quell'intelligenza che dicevi rende buoni, perché le persone buone sanno capire senza giudicare e sanno tendere una mano senza umiliare” così a fine della messa ne ha fatto memoria Gemma Sciarretta (presidente del consiglio comunale) a nome della città di Lanciano (del quale nel 2008 era diventato cittadino onorario).

Fuori dalla chiesa “i suoi ragazzi di San Pietro” (ormai padri e madri di famiglia) ne tratteggiano ancora un ricordo: “Grazie per quei tuoi occhi da bambino gettati sul mondo che ci hanno consentito di gustare i gesti semplici della vita, per quella fede che ci ha proiettati nel cuore della misericordia di Dio. Hai costruito una comunità, sia a Chieti che a Lanciano, accettando tutti, accogliendo tutti, perché prima del convento era aperta la porta della tua anima… grazie per averci sradicato dal cuore la religione e aver fatto strada alla fede, averci fatto incontrare Gesù, con il quale viviamo le gioie e i dolori di questo tempo, dove, con Lui, non c’è da aver paura né del Male né dei nostri peccati, certi che lo sguardo del Profeta galileo è più grande di tutte le nostre miserie, certi ‘che domani la Provvidenza sorgerà prima del sole’ e che ‘Dio è amore e l’amore non delude’. Grazie padre Lorenzo, sei stato la nostra vita. E porti con te, in questa dipartita eterna, la nostra vita, una parte di noi, il nostro mondo di affetti, di lacrime, di speranze, di gioie… Felice Paradiso da tutti noi”. 24 dic. 2022

ALESSANDRO DI MATTEO

@RIPRODUZIONE VIETATA 

totale visualizzazioni: 2947

Condividi l'Articolo