Piombò con auto su pedoni a Lanciano, uccidendo un uomo: incidente fu causato da malore improvviso

Nessun profilo di responsabilità penale e fascicolo definitivamente archiviato. Si chiude così l'inchiesta della Procura della Repubblica di Lanciano (Ch) sulla tragica morte di Gabriele Mastrangelo, l’ottantunenne carabiniere in pensione e volontario dell’Auser travolto e ucciso il 25 aprile del 2025 durante le celebrazioni della Festa della Liberazione.

I magistrati frentani hanno disposto l'archiviazione del procedimento a carico di Umberto Miscia, 80 anni, ex sindacalista della Uil ed ex direttore provinciale dell'Inps, che era finito nel registro degli indagati con l'ipotesi di reato di omicidio stradale. A spingere la Procura a far cadere le accuse sono stati gli esiti delle perizie mediche.

All'origine del drammatico incidente vi fu un improvviso e imprevedibile malore che privò Miscia della capacità di intendere e di volere, impedendogli qualsiasi manovra di emergenza per evitare l'impatto.

La tragedia si era consumata al termine della cerimonia commemorativa davanti al monumento ai Caduti della rivolta dell’ottobre 1943. Mentre le autorità, le associazioni e i cittadini si stavano incamminando in corteo lungo via del Torrione verso piazza Plebiscito, la Lancia Musa guidata dall'indagato, che si era appena messo al volante, ha improvvisamente sbandato, piombando sulla folla dei manifestanti.

Un impatto fatale per Mastrangelo, deceduto sul colpo. Nella carambola erano rimaste ferite anche due donne. L'attività investigativa, scattata nell'immediatezza dei fatti, si era mossa su due binari paralleli: lo stato del veicolo e le condizioni di salute dell'indagato.

Se da un lato gli accertamenti tecnici sulla macchina hanno escluso categoricamente guasti meccanici o anomalie strutturali precedenti all'impatto, le consulenze medico-legali disposte sul quadro clinico dell'ex sindacalista hanno rintracciato la chiave di volta del procedimento.

I periti hanno infatti accertato la sussistenza di un vero e proprio "blackout fisico", un malore fulmineo e non preventivabile che ha annullato la capacità di controllo del mezzo da parte del'uomo nei secondi prima dell'investimento. Sulla scorta di tali elementi, configurandosi il caso fortuito o la forza maggiore — circostanze che escludono l'elemento soggettivo del reato —, la Procura ha decretato l'inevitabilità dell'evento, prosciogliendo l'ex sindacalista da ogni addebito. 26 giu. 2026

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