Parco Majella e Linea Gustav versione turistica: fuoco e fiamme dal sindaco di Civitella Messer Raimondo

Da un lato la promozione turistica. Dall’altro le polemiche. Perché se è vero che la “Linea Gustav” è il nuovo prodotto turistico che il Parco nazionale della Maiella, il Gal Costa dei Trabocchi e il Gal Maiella Verde hanno intenzione di promuovere, è anche vero la valorizzazione non può essere fatta snobbando le realtà locali.

Dichiara apertamente Danilo D’Orazio sindaco di Civitella Messer Raimondo (Ch): “Il Parco della Maiella dapprima si è dimostrato sensibile ma successivamente... il nulla” perché “sono anni che il nostro Comune lavora sul tema della memoria storica. In questo arco di tempo, oltre ad aver riscoperto e riportato alla luce parte della nostra storia molto è stato fatto in tema di promozione, tra storia e natura, anche all’interno del Parco".

Ma cosa è successo? Nelle passate settimane è stato firmato, a Pescara, tra il Parco e i due Gal, un protocollo d'intesa che prevede, sul tracciato della Linea Gustav, la realizzazione di una rete di percorsi ciclabili e pedonali al fine della valorizzazione turistica e dello sviluppo del territorio. Il Parco sta creando il Cammino della Via Gustav; il Gal dei Trabocchi ha già esso a punto oltre 300 chilometri di percorsi ciclabili sulle colline prospicienti la costa, mentre il Gal Maiella Verde sta realizzando una rete di percorsi ciclabili che copre parte del territorio non ancora raggiunto da tali infrastrutture. In ragione di ciò hanno deciso di adottare la Linea Gustav, la sua storia, i suoi tracciati, come filo conduttore per creare un’offerta turistica comune, che includa tutti i tracciati. 

"Il Parco - tuona il primo cittadino di Civitella - che potrebbe avere le risorse da investire, invece si permette di non tener conto dei Comuni che lo compongono e va per proprio conto".

Ben venga la firma del protocollo d’intesa ma “i Comuni del Parco sono stati completamenti dimenticati e ignorati”. Nasce una triste constatazione: “Il Parco non può dimenticare il coinvolgimento dei Comuni che lo compongono, come se il Parco fosse cosa propria. Ci si dimentica di quei territori dove la ‘Linea Gustav’ ‘era di casa’ e dove qualche piccolo Comune, in strategia con altri, sta cercando di valorizzarlo e proporlo in maniera diversa, ovviamente da solo”. Non manca, nella nota di D’Orazio, una stilettata anche su incarichi: “Per non parlare, poi, di incarichi dati dal Parco sul tema della memoria storica di 4.500 euro: vorremmo capire perché e a quale fine”.

Quindi "è giusto aprire i confini del Parco, è giusto collaborare ma mai dimenticarsi dei territori interni del Parco, di chi ci sta lavorando, di chi vive sui territori, affrontandone tutti i giorni le difficoltà" e "auspico quindi una fattiva collaborazione e un futuro coinvolgimento".

ALESSANDRO DI MATTEO

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