Morto l'allenatore Giovanni Galeone, i tanti ricordi di Pescara. 'Perso un pezzo della nostra storia recente'
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Se n'è andato all'indomani di una delle più brutte sconfitte del "suo" Pescara, travolto 5-0 a Palermo.

E' morto Giovanni Galeone, uno degli allenatori italiani più iconici: era malato da tempo, ma le sue condizioni di salute si erano aggravate nell'ultimo mese, tanto da esser costretto al ricovero in ospedale. 

Il decesso è avvenuto oggi, intorno all'ora di pranzo, all'ospedale di Udine, dove era ricoverato da qualche tempo. Aveva 84 anni e il suo nome è indissolubilmente legato al Pescara perché sulla panchina biancazzurra ha conquistato ben due promozioni in Serie A (1987 e 1992).

Nel suo palmares anche una promozione a Udine e una a Perugia. Ha allenato inoltre Napoli, Como e Spal. Si è ritirato nel 2013.

Il suo "allievo" più celebre e sicuramente il più riconoscente è Massimo Allegri che spesso - anche recentemente quando è andato a trovarlo in ospedale - lo ha indicato come figura fondamentale nella propria formazione calcistica. A lui devono molto anche Giampiero Gasperini e Marco Giampaolo. E Rino Gattuso che a 18 anni fu lanciato proprio da Galeone a Perugia.

Era nato a Napoli il 25 gennaio 1941 ma era "friulano" nell'animo anche perché da giovanissimo si era trasferito a Trieste con la famiglia.

"La fine di un mondo, di un'epoca - dice Daniele Licheri, di Sinistra Italiana -. Prima di Zemanlandia in Italia c'era il 4-3-3 di Galeone e noi ragazzi che impazzivamo di crepacuore per il tuo bel gioco spregiudicato e per dalle partite folli dai risultati sempre in bilico.Mezza Italia applaudiva il tuo Pescara anche quando si perdeva
Per chi non lo sa si rivedesse le immagini di Pescara - Milan 4-5 del 1992. Roba oggi impensabile. Tu mi hai fatto innamorare del gioco del calcio
Ed eri un pensatore per nulla banale anche della vita. La città di Pescara ti deve tanto e non ti scorderà mai".

"L'intera Pescara Calcio si unisce al profondo dolore per la scomparsa di Giovanni Galeone, uno dei più grandi protagonisti della nostra storia biancazzurra". Così lo ricorda il Pescara in una nota sul proprio sito ufficiale. "Con lui abbiamo vissuto alcuni dei momenti più belli e indimenticabili del nostro calcio, fatti di entusiasmo, passione e orgoglio  -si legge -. Il suo nome resterà per sempre legato a Pescara e ai colori biancazzurri, simbolo di un calcio vero, coraggioso e romantico. Non ci sono parole per esprimere il dolore di questo giorno così triste. Ciao Mister, e grazie per tutto ciò che ci hai regalato. Il tuo ricordo vivrà per sempre nei cuori di tutti noi".

"Non serve essere tifosi, per essere tristi in queste ore. Oggi Pescara ha perso un pezzo importante della sua storia recente, e credo che non sia necessario essere un appassionato di calcio biancazzurro per provare un grande dispiacere per la morte di Giovanni Galeone". Così, in una nota, il sindaco di Pescara, Carlo Masci. "Il "profeta" - prosegue - è stato l'uomo delle grandi imprese calcistiche, perché con lui la nostra squadra ha vissuto il brivido di due promozioni in serie A, perché solo con lui il Pescara è riuscito a restare nella massima divisione. Con Galeone abbiamo visto, applaudito e vissuto dagli spalti partite memorabili, con lui il Pescara è riuscito a sfidare a testa alta anche le squadre più temibili, e non c'era avversario che lui temesse perché sapeva di poter vincere, come poi accadeva: con il grande mister a capo della squadra, il Pescara era sempre effervescente, sempre pronto all'attacco, sempre al massimo, spumeggiante e coinvolgente. Puntava costantemente oltre, identificandosi perfettamente con la nostra città che da sempre ha voluto crescere e migliorarsi e questo lo ha fatto entrare nei nostri cuori".

"Non era nato a Pescara, è vero - riflette il primo cittadino -, ma questo era un dettaglio trascurabile perché ben presto il mister è diventato pescarese di adozione, uno di quelli che ha amato la città adriatica incondizionatamente, e il suo amore viscerale è stato ricambiato da noi con un trasporto mai visto per nessun altro. Perché questa passione per la nostra Pescara, il suo sentirsi a casa, ha consentito a Galeone di entrare nell'animo di ognuno di noi. Nel suo mestiere mai facile era un grande, ed è stato il maestro di molti, ma c'è di più: i suoi modi schietti, diretti, profondamente umani, senza spocchia, il suo sorriso, la sua ironia, lo hanno reso unico e lo hanno fatto entrare nella storia di Pescara, senza se e senza ma. A Giovanni, che ho avuto l'onore di conoscere ai tempi di quel Pescara immenso, dico un grandissimo grazie, a nome della città, perché con lui abbiamo vissuto tutti il calcio più bello, un calcio champagne capace di emozionare, e perché ha lasciato un segno, è diventato un mito, entrando a pieno diritto tra gli indimenticabili. Sono certo che Pescara saprà ricordarlo degnamente, dandogli il giusto riconoscimento, un meritato tributo per tutto ciò che ci ha regalato, e faremo in modo che ciò accada".

"Esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Giovanni Galeone, figura indimenticabile del calcio italiano e simbolo di stagioni straordinarie per Pescara e per tutto l’Abruzzo sportivo. Con la sua guida carismatica e la sua visione innovativa del gioco, Galeone seppe infondere entusiasmo, orgoglio e identità a una squadra e a un'intera comunità. A distanza di anni, l’affetto e la riconoscenza dei tifosi testimoniano quanto profondo sia stato il segno lasciato dal mister": così il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.

Condoglianze alla famiglia arrivano anche dal senatore Luciano D'Alfonso (Pd), che posta una foto con il Galeone dei tempi d'oro.

"Ci ha lasciato il Mister Galeone, certamente uno dei personaggi più importanti del Pescara e di Pescara!": lo scrive un commosso Leo Junior che aggiunge: "Giovanni fu uno allenatore totalmente diverso di tutti allenatori italiani che ho conosciuto, per le sue idee e per il modo di vivere. Anche sì abbiamo vissuto solo due anni assieme, ho potuto sfruttare di questo personaggio intensamente con vittorie come Inter a San Siro e Juve all’Adriatico! Riposa in pace mister e grazie di tutto". 02 nov. 2025

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