Abruzzo. Niente abolizione del superticket sanitario. 'La Giunta deve spiegare perché': denuncia dei 5Stelle

In Abruzzo si continuerà a pagare il superticket: bisognerà sborsare ancora 10 euro (sulle ricette) per avere assistenza sanitaria. Lo ha fatto sapere l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì a seguito di una interpellanza della capogruppo M5S, Sara Marcozzi, che ha fatto l'accesso agli atti.

Marcozzi sbotta: "La mancata abolizione è una delle tante, e decisamente poco onorevoli, medaglie che questo centro destra si sta guadagnando dall'inizio della legislatura. La motivazione è da addebitare a una Giunta lenta e inerte anche quando si ha la possibilità concreta di far risparmiare soldi agli abruzzesi, agevolando il diritto alle cure soprattutto per gli indigenti, come in questo caso".

E va giù duro la capogruppo: “Voglio ricordare che sono stati stanziati dall'ex ministro Giulia Grillo, con decreto ministeriale dello scorso 12 febbraio, circa 60 milioni di euro per bloccare questa tassa in tutta Italia, prevedendo per la nostra regione oltre un milione e 100mila euro. Qui sarebbe dovuto intervenire il governo regionale per avere accesso al finanziamento, cosa che evidentemente non ha fatto. Ciò che mi lascia maggiormente scoraggiata è la risposta dell'assessore Verì, che se ne è lavata le mani scaricando maldestramente ogni responsabilità sul ministero con scuse che non hanno appiglio con la realtà. Non abbiamo prove formali della richiesta di convocazione del tavolo ad hoc tra ministero dell'Economia e ministero della Salute per la valutazione finanziaria necessaria; l’assessore si arrampica sugli specchi. Inoltre tutte le Regioni italiane, a parte Abruzzo, Calabria e Puglia, sono arrivate all'abolizione del superticket. Alla luce di ciò, è inaccettabile addossare vagamente le colpe ad altri".

Per la Marcozzi siamo in presenza di un lavoro, o meglio non lavoro della Giunta, e infatti “la verità – dichiara – è che il centro destra sta continuando a mettere le mani in tasca ai cittadini anche quando avrebbe tutte le possibilità per non doverlo fare. Intanto aspettiamo ancora il Piano di riordino della rete ospedaliera, e se questi sono i presupposti ci sarà ben poco di che stare tranquilli per i nostri concittadini".

Alessandro Di Matteo

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