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In un'Italia che rincorre e ritocca in continuazione le stime di crescita, ma che si difende nell'export, ecco affacciarsi un Abruzzo che lascia scoprire lampi di efficienza e di competitività, soprattutto sui mercati esteri. Lo confermano i dati elaborati da Intesa Sanpaolo che, all'interno del colosso industriale Valagro, ad Atessa (Ch), in un incontro moderato dal giornalista Nino Germano, illustra i termini di "Progettare il futuro", rinvigorito e rinsaldato accordo stipulato con Confindustria Piccola Industria e dedicato all'adeguamento e alla trasformazione delle imprese. Partnership che ha messo sul tavolo, a livello nazionale, 90 miliardi di euro nell'arco del triennio 2016-2019, dei quali un miliardo e 600 milioni destinati alle aziende abruzzesi. "Tanto per intenderci - spiegano Giuseppe Argirò ed Enrico Perticone, rispettivamente presidenti del Comitato Piccola Industria di Confindustria Abruzzo e di Confindustria Chieti Pescara - corrisponde alla somma dell'intero Masterplan Abruzzo. Il nostro - viene aggiunto - è un percorso di collaborazione attiva ed efficace". Un patto rivolto alle piccole e medie imprese, che costituiscono l'85 per cento di quelle aderenti a Confindustria: nella nostra regione sono circa 1.200, delle quali 700 nell'area Chieti-Pescara. L'imperativo è "guardare al futuro, acquisire consapevolezza sui cambiamenti in atto e sulle opportunità disponibili".  

"L'obiettivo che ci poniamo - spiega Tito Nocentini, direttore regionale Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Molise di Intesa Sanpaolo, - è di aiutare le aziende a migliorare la loro capitalizzazione ed a proseguire il proprio cammino. Abbiamo scelto di agevolare le imprese che investono, semplificandone l’accesso al credito. In Abruzzo, ad oggi, hanno aderito al nostro Programma filiere, 11 aziende capofila con oltre 1.700 dipendenti, 450 imprese fornitrici e un giro d’affari complessivo di 2,1 miliardi".  "Innovazione e formazione - evidenzia Gianluigi Viscardi, vicepresidente Piccola Industria Confindustria per l’innovazione - sono due pilastri su cui puntare per rilanciare la competitività delle pmi. Elementi legati a doppio filo e indispensabili l'uno all'altra. La rivoluzione 4.0 ha reso l'innovazione tecnologica e digitale uno degli ingredienti principali del nuovo modo di fare impresa, ma senza personale all'altezza di questa svolta culturale ogni sforzo per la crescita risulta vano. La differenza è data dalle risorse umane".  Stefania Bergamaschi, direttore commerciale Imprese Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Molise di Intesa Sanpaolo, ribadisce: "Siamo il supporto al rafforzamento del sistema produttivo".  

A sciorinare cifre è Giovanni Foresti, della Direzione Studi e ricerche di Intesa Sanpaolo. In Abruzzo il ruolo dell’industria è fondamentale, con una incidenza sul Pil pari al 27%, superiore al 24% del Paese e quasi dieci punti in più rispetto al Mezzogiorno. E' un'industria - viene puntualizzato - che mantiene una buona proiezione internazionale. L’incidenza delle esportazioni sul Pil è pari al 28,8%, in linea con la media italiana, ma quindici punti percentuali superiore rispetto ai livelli raggiunti nell’Italia meridionale. Il ricorso alle importazioni è inoltre limitato, tanto che il saldo commerciale ha raggiunto i 4,3 miliardi di euro, il 9% del totale nazionale. "Per una regione che pesa come popolazione e occupazione il 2,2% del totale nazionale, è un risultato di rilievo". Spicca, in particolare, l’automotive primo settore per export, che nel 2017 ha superato i quattro miliardi di euro, 1,1 miliardi di euro in più rispetto ai livelli del 2008 (+37%). In crescita il settore delle bevande, dove il vino la fa da padrone, mostrando un raddoppio delle vendite estere negli ultimi dieci anni. Sempre più rilevante anche il comparto alimentare con la pasta e i prodotti da forno che hanno mostrato un incremento di 78 milioni di euro tra il 2008 e il 2017, pari al +31%. Ottima la performance della meccanica, che nel 2017 ha generato vendite estere per 817 milioni di euro superando i livelli pre-crisi dell’8%. Brillanti anche le esportazioni dell’elettrotecnica (+38 milioni tra il 2008 e il 2017; +25%) e della gomma e della plastica (+36 milioni; +11%). Inoltre, si stanno sviluppando nuovi settori come ad esempio il biomedicale che è salito a 64 milioni di euro nel 2017, con un balzo del 50% rispetto al 2008.

L’export della regione ha proseguito il suo percorso di crescita nel 2018, mostrando un progresso tendenziale del 3,6% nei primi nove mesi dell’anno (contro + 3,1% Italia), grazie al traino dell’automotive e al contributo positivo di moda, agroalimentare e chimica. "Sarà comunque necessario continuare a investire - è stato ripetuto -,  non soltanto in macchinari ma anche in software, marchi, spingendo su formazione e ricambio generazionale. Le imprese che hanno saputo aprire ai giovani hanno avuto ritorni significativi in termini di sviluppo e redditività. E' importante inoltre l’interazione con le start-up, che in Abruzzo sono 216 circa".

Focus poi sulle storie di successo, con le quali è necessario contaminarsi, come quella di Valagro, raccontata dall'amministratore delegato Giuseppe Natale; dell'azienda Odoardo Zecca di Ortona, illustrata dall'amministrore unico Gennaro Zecca; della Ico- Industria Cartone Ondulato di Pianella, su cui si è soffermata Giorgia Lancia, responsabile area vendita.  

Serena Giannico

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