Cresce il gruppo De Cecco: nel 2025 venduti 2 milioni 600 mila quintali di prodotti

Il Patto di sindacato che governa il gruppo industriale De Cecco, terzo produttore mondiale di pasta, si è riunito per fare il punto sull’andamento delle attività, sulle prospettive di crescita e sulle principali direttrici strategiche del piano industriale di medio-lungo periodo. Il Patto, che fa capo al presidente Filippo Antonio De Cecco e rappresenta circa il 57% dell’azionariato, riunisce i principali esponenti della famiglia e del management che guidano lo sviluppo della storica azienda.

Nel corso dell’incontro sono stati analizzati i risultati del 2025, che confermano un trend di crescita solido e fortemente orientato ai mercati internazionali. Il Gruppo ha venduto circa 2 milioni e 600 mila quintali di prodotti, con l’export che incide per il 58% dei volumi complessivi, mentre il mercato italiano rappresenta il restante 42%. Numeri che trovano riscontro anche sul fronte del fatturato: le stime indicano per il 2025 ricavi superiori ai 680 milioni di euro, in aumento rispetto all’esercizio precedente.

Accanto alla crescita organica, è stato avviato un confronto su possibili espansioni per linee esterne, attraverso acquisizioni mirate. L’obiettivo è rafforzare ulteriormente la presenza sui mercati internazionali, mantenendo al centro la qualità del prodotto e il controllo dei processi produttivi.

De Cecco opera attualmente con tre stabilimenti in Abruzzo: due a Fara San Martino – lo storico pastificio e lo stabilimento oleario – e l’impianto di Ortona, dedicato alla produzione di pasta. Complessivamente impiega circa 1.200 lavoratori, includendo anche le sedi estere.

Proprio ad Ortona sono iniziati i lavori per il potenziamento dello stoccaggio del grano, con la realizzazione di 18 nuovi silos. 

Tra le iniziative previste figurano l’avvio di un nuovo impianto per la pasta fresca, l’ampliamento delle produzioni di pasta secca e l’introduzione di nuove linee produttive. E' inoltre prevista la realizzazione di un nuovo molino interno, per rafforzare l’integrazione verticale e il presidio della qualità, oltre allo sviluppo di un magazzino automatizzato.

Il piano include anche interventi sull’organizzazione interna, con particolare attenzione alla sicurezza, alla qualità degli ambienti di lavoro e alla creazione di spazi dedicati alla formazione e all’accoglienza. 26 genn. 2026

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