Costa dei Trabocchi. 'Per 'Via Verde' vigilare sui Comuni... E' lì che si vedranno scelte per territorio'

"Legittime preoccupazioni in termini di opportunità, ma anche di pericoli": l’associazione Nuovo Senso Civico interviene sulla bozza di Regolamento proposta dalla Provincia di Chieti per la gestione della pista ciclopedonale "Via Verde" e aree adiacenti.

Nuovo Senso Civico ritiene "che un numero limitato di correzioni, limature e integrazioni nella bozza odierna del Regolamento, possa renderla perfettamente aderente non solo alla lettera, ma anche allo spirito sostanziale di tutte le norme e i piani che tutelano e tuteleranno  lo scrigno prezioso della nostra costa. Si rischia che il vuoto lasciato da una mancata regolamentazione porti semplicemente vantaggi a coloro (e sono tanti) che poco hanno a cuore l’interesse pubblico, il bene comune, la difesa dell'ambiente. E questo non possiamo permetterlo, è il tempo per una evoluzione costruttiva della nostra opera". 

Proteggere l’idea di un paesaggio esclusivo, in cui mare campagna e collina si fondono, e contemporaneamente renderlo fruibile a tutti, è possibile ma è necessari cambiare il documento elaborato dalla Provincia e Nuovo Senso Civico è disposto a partecipare attivamente.  "Esso – spiegano dall'associazione -  va  letto ed integrato in tutte le sue sfumature (la limitazione dei codici Ateco ad esempio impedirà che la "Via Verde" diventi un bazar incontrollato); le limitazione nella quantità di attività, la presenza di strutture amovibili, il fissare il numero dei parcheggi in quelli già esistenti, vigilanza sulle aree a servizio, sono tutti elementi di controllo fondamentali". 

Nuovo Senso Civico sottolinea che grazie alla rete ferroviaria il litorale frentano finora si è salvato dalla “francavillizzazione" (ovvero la costruzione di edifici a ridosso della spiaggia, privando accesso e visibilità del mare) e "ora che il futuro del piano di sviluppo dell’ex tracciato non è ancora definito ciò fa sì che gli interrrogativi sul proprio destino crescano". Secondo l’associazione le strade da perseguire sono inevitabilmente due: "lasciare rifiorire la vegetazione spontanea mediterranea o in alternativa realizzare una rete di sviluppo sostenibile in cui economia e salvaguardia dell’ambiente sono in sinergia".

"Non dimentichiamo che questo regolamento – aggiungono - andrà poi al vaglio dei Comuni e dei sindaci ed è lì che bisognerà vigilare e che si vedrà la loro volontà di effettuare scelte in armonia con il territorio. Alcune amministrazioni si sono dimostrate davvero poco lungimiranti, soprattutto nella gestione dei parcheggi e nel difficile compito di contemperare interessi pubblici e pressioni dei privati. Da qui la necessità di dotarsi di una carta che abbia quest’occhio al futuro di uno sviluppo turistico, che non solo non snaturi il territorio, ma se possibile lo migliori e lo renda prezioso".  14 dic. 2020

Maria Isabel Aganippe

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