Trovato il corpo del ragazzo annegato a Giulianova. 'Il mare ti è stato ostile, che il cielo sia gentile con te'

Dopo due giorni di ricerche, il corpo è riaffiorato. Il mare, a Giulianova (Te), ha restituito la salma  di Mohamed, il quattordicenne scomparso tra le onde lunedì scorso, dopo il ribaltamento di un materassino gonfiabile sul quale si trovava insieme con un amico e coetaneo,  Said, entrambi marocchini.

Le correnti, in direzione sud, hanno spinto la vittima fino all'imboccatura del porto, in prossimità del molo: ad accorgersi del cadavere che galleggiava a circa un centinaio di metri dagli scogli della diga foranea è stato un diportista, che ha avvisato i gommoni che a poca distanza perlustravano l'area. Squadre speciali della Croce Rossa, con il personale della Guardia costiera e i vigili del fuoco hanno recuperato la salma che è stata trasferita all'obitorio dell'ospedale di Teramo, dove nei prossimi giorni sarà sottoposta ad autopsia. La Procura, attraverso gli ufficiali della Capitaneria, vuole ricostruire la dinamica della tragedia e con essa chiarire i perché dei soccorsi scattati in ritardo.

Said è stato ascoltato, ancora una volta: "Ho raggiunto la riva per cercare aiuto - ha detto - ma sulle prime non sono stato creduto. Soltanto più tardi i bagnini si sono messi in acqua per cercare Mohamed". I due ragazzi avevano raggiunto la spiaggia da Teramo a bordo di un autobus di linea e si erano sistemati agli ombrelloni dello chalet Malibù. Avevano deciso di fare il bagno nonostante le pessime condizioni del mare, agitato con onde formate sottocosta, sospinte da venti di circa 13 nodi. Nessuno, tra i sorveglianti della spiaggia, si sarebbe accorto del loro ingresso in acqua: l'incidente dopo circa un'ora, tra i cavalloni e la forte corrente.

Il materassino si sarebbe ribaltato due volte: la seconda è stata fatale per Mohamed, che non sapeva nuotare e che avrebbe perso l'appoggio. Studente della scuola media 'Zippilli' nel capoluogo, da cinque anni a Teramo dove aveva raggiunto la mamma badante, era diventato la mascotte di un club di tifosi della squadra di calcio ed era conosciuto un po' da tutti, girovago a bordo della sua bicicletta con cui amava fare evoluzioni. La centralissima piazza Martiri si è fermata per un minuto, nel pomeriggio, per salutare il 15enne nel corso di una semplice commemorazione con foto e fiori, organizzata dagli amici e compagni di scuola. La salma sarà rimpatriata in Marocco, dove vive il padre naturale del ragazzo. 

In tanti lo ricordano. Marco Giannella, dell’Arci di Teramo, dice: "Mohamed per tutti eri 'Momo'. Siamo stati fortunati a conoscerti perchè così profondamente diverso, per lo spirito di vita, per la voglia di vita imparagonabile rispetto a chi passa le proprie giornate a trascinarsi nella noia di attività extrascolastiche mal digerite." Il saluto del sindaco Jwan Costantini: "Giulianova tutta si stringe attorno ai famigliari. Le nostre forze dell'ordine e i volontari non si sono risparmiati nelle ricerche, lavorando giorno e notte, aggrappati ad una flebile speranza. Caro giovane Mohamed il mare ti è stato ostile, che sia gentile con te il cielo". E il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto: "Caro piccolo Mohamed ti giunga e ti accompagni fino in cielo il dolce abbraccio della nostra, della tua città". 

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