Omicidio Torino di Sangro. 'Qui non si tratta di cercare il perché...'. In tanti ai funerali di Luisa Ciarelli
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"Qui non si tratta di cercare il perché e il per come, lo faranno altri o cercheranno di farlo, ma prima bisogna trovare il Signore, che vuole farsi trovare. Non abbandonerà Luisa nella sua tragedia, non abbandonerà Domenico nella sua tragedia, non abbandonerà nessuno nel proprio dolore".

Così don Pietro Di Crescenzo, questa mattina, nella chiesa del Santissimo Salvatore a Torino di Sangro (Ch), nel celebrare i funerali di Luisa Ciarelli, di 65 anni, ammazzata il 24 novembre scorso dal marito, Domenico Giannichi, di 68 anni. L'assassinio tra le campagne e i boschi di contrada Montesecco a Torino di Sangro, a poche centinaia di metri dalla loro abitazione. Lei è stata finita a colpi di legnate. L'uomo è attualmente rinchiuso in prigione a Vasto, con l'accusa di omicidio volontario aggravato, in isolamento. 

Alle esequie hanno preso parte in tanti. La comunità intera, con in testa il sindaco Nino Di Fonso, tra i primi a intervenire sul luogo del dramma, si è stretta attorno ad una famiglia distrutta dal dolore. Tutti accanto ai figli della coppia, Concetta, che ha letto anche un brano del Vangelo, e Dino. I due, prima di entrare in chiesa, erano stretti l'uno all'altra, con la sorella della vittima, Marisa. Alla cerimonia c'era anche Velia, l'anziana madre di Luisa, che ha pianto, senza mai riuscire a smettere. 

"La mia preghiera - ha aggiunto il sacerdote - va ovviamente anche a Luisa e a qualcuno che adesso non c'è. Mi sono chiesto - ha proseguito - quale parola, quale pensiero fosse più opportuno. Forse c'è bisogno di silenzio, ma se questo silenzio non è abitato dalla parola diventa pericoloso". 

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