Coronavirus. Abruzzo. I Nas di Pescara sequestrano 12mila mascherine in sei città

Non conformi ai requisiti di sicurezza. Per questo i carabinieri del Nas di Pescara hanno sequestrato, nelle varie province dell'Abruzzo, 12mila mascherine nel corso di controlli svolti in parafarmacie, farmacie, depositi e importatori.

In 10 sono finiti nei guai: sono i titolari di sette attività commerciali di Chieti, Vasto, Silvi, Lanciano, Loreto Aprutino e Avezzano (due). Sono stati segnalati alla magistratura per frode in commercio e falso, per aver immesso sul mercato mascherine facciali che non rispettano i criteri imposti dalle norme in merito, filtranti generiche presentate come dispositivi di protezione e mascherine facciali commercializzate come dpi, sebbene l’iter autorizzativo presso l’Inail non fosse ancora concluso.

Altri 5, invece, sono stati segnalati alle Camere di commercio competenti per l’assenza di informazioni in lingua italiana, come imposto dal codice del consumo, sui prodotti in vendita. Nei confronti dei trasgressori sono scattate sanzioni per migliaia di euro.

I militari hanno passato al setaccio non solo la documentazione commerciale e di vendita, ma anche le autorizzazioni alla produzione e commercializzazione, per le procedure in deroga, che avrebbero dovuto rilasciare Istituto Superiore di Sanità, per i dispositivi medici e l'Inail per i dpi.

Le verifiche, in atto su tutto il territorio nazionale e finalizzate a impedire la vendita di dispositivi e gel igienizzanti irregolari, hanno toccato anche Firenze, Potenza, Livorno, Viterbo, Milano, Padova, Sassari e Roma. Complessivamente sotto sequestro sono finiti oltre 36.500 mascherine e circa 150 confezioni di gel igienizzante che presentavano diverse carenze che impedivano la sicurezza d’uso.

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