Lanciano. Battaglie no triv per l'Abruzzo e per il mare: targa a Maria Rita D'Orsogna
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Dal Centro oli di Ortona (Ch), alla piattaforma petrolifera Ombrina mare al largo di San Vito (Ch) alle paventate trivellazioni per l'estrazione di gas da sotto il lago di Bomba (Ch). Le battaglie no oil e no triv che l'hanno vista protagonista sono state e sono tante.

Riconoscimento per la lunga attività in difesa dell’ambiente a Maria Rita DOrsogna, ricercatrice di Lanciano (Ch) e professore associato al Dipartimento di Matematica della California State University di Los Angeles. Il sindaco di Lanciano, Filippo Paolini, le ha consegnato stamani in municipio una targa per ringraziarla del suo attivismo, specie in difesa del mare.

La motivazione recita: "Per il rigoroso e fattivo impegno nella meritoria attività svolta nel nostro territorio a tutela dell’ambiente che ci circonda e quindi della salute dei cittadini, dimostrando professionalità ed una umanità, fulgido esempio anche per i nostri giovani". Fuori dalla cerimonia Paolini ha aggiunto: "Lottando contro la petrolizzazione DOrsogna ha evitato una speculazione spaventosa sul nostro bellissimo mare. Ora abbiamo una stupenda Costa dei Trabocchi. La sua professionalità è stata di aiuto nelle grandi battaglie fatte con altri amici. Con la guerra in atto tornano in auge le intenzioni di chi vuole di nuovo la petrolizzazione e le estrazioni di gas, speriamo che non colgano nuove occasioni, specialmente nell'Adriatico, con iniziative simili a quelle sventate. I problemi delle riserve energetiche non si risolvono con trivelle senza motivo". E selvagge.

Quanto a DOrsogna ha plaudito alle lotte dei cittadini: "L’Abruzzo – ha rimarcato - ha difeso in più occasioni, a muso duro, il proprio territorio. Un grande spirito della popolazione che si è ribellata ed ha avuto il coraggio di dire di no alle trivelle. La Costa, con la sua Via Verde - ha aggiunto - deve essere un patrimonio che la gente prende come propria responsabilità, manutenzione, cura, frequentandola con rispetto. Non possiamo pensare che ora è lì e poi finisce tutto. Bisogna far sì che fra 10 anni stia ancora lì e non caschi a pezzi: deve essere una cosa a cui teniamo. La vecchia stazione di San Vito fa schifo, è sporca e piena di cartacce. I cittadini devono rendersi conto che la salvaguardia dei luoghi parte da se stessi, con i piccoli gesti quotidiani. Questo – ha aggiunto la docente - è l’aspetto più importante, qualsiasi siano le emergenze. A Lanciano, ad esempio, ci sono palazzi classificati di classe A tutti lastricati ma nessuno mette un albero, ma che senso ha. Bisogna piantare alberi, preservare il verde. E' da qui che si parte con la consapevolezza delle cose più grandi".

"In questo momento - ha evidenziato -  c’è l’ansia energetica. Già 50 anni fa, con la crisi dei Paesi Opec, c’era il campanello d’allarme per essere alle dipendenze delle Sette sorelle e della Libia. In questi anni c’è stata più consapevolezza ma poi siamo stati rammolliti. Poi è venuto il boom del fotovoltaico ed ora di nuovo appiattiti. Non cresciamo per niente, in Italia, e siamo fermi al 38% di energia che arriva dal rinnovabile, molto poco. Accelerare, altri Paesi hanno fatto molti più passi in avanti. Invece parliamo di rigassificatori ed altro; per me non sono visioni giuste perché ci vogliono almeno 10 anni. Iniziamo adesso a puntare sul solare, sul vento e ottimizziamo l’idroelettrico che abbiamo, perché molti impianti non funzionano". 31 mag. 2022

WALTER BERGHELLA

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