Tsunami sul Lanciano Calcio. I tifosi: 'De Vincentiis fuori dai ... '. E lui si dimette
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Tsunami sul Lanciano Calcio 1920. I tifosi, in particolare la curva sud "Ezio Angelucci", contestano i vertici della società sportiva e, per tutta risposta, arrivano le dimissioni del patron Fabio De Vincentiis, che tra le polemiche... sveste i colori rossoneri. 

Il dissenso, già nell'aria, nei confronti della dirigenza, in particolare verso il presidente e il calciatore Francesco Di Gennaro che, nei giorni scorsi, ha tenuto una conferenza stampa (LEGGI QUI) attaccando tutti e usando toni non certo conciliatori, si manifesta, palese, nel primo pomeriggio di oggi, con un mega striscione attaccato sui cancelli dello stadio "Guido Biondi". Esso testualmente, a caratteri cubitali, afferma: "De Vincentiis e Di Gennaro fuori dai coglioni!". Ma c'è anche un comunicato che recita... "Qualora ce ne fosse ancora bisogno, la tifoseria rossonera sarà di nuovo pronta a dimostrare che, a costo di ripartire dalla categoria più insignificante del calcio italiano, non darà più appoggio all’operato di De Vincentiis e Di Gennaro". Per il futuro?  "... Ci auguriamo di trovarne uno di presidente, degno della nostra città...”. 

In replica, sul sito ufficiale del Lanciano, compare a breve una nota in cui, "con grande rammarico", De Vincentiis rende noto che considera, a questo punto, "terminato il mio impegno a Lanciano; per il Lanciano Calcio, per i colori rossoneri e per il territorio della Frentania tutta". Perché, sottolinea, "deduco che (parte dei tifosi, ndr) hanno altre necessità". 

Nel frattempo, in aperto dissenso con De Vincentiis e Di Gennaro, in una conferenza al "Caffè ai portici" (vedi foto), qualche ora prima, i dirigenti Fabio Lombardi, Marco Abbonizio, Andrea D'Orsogna Bucci e Giancarlo Micolucci hanno smontato punto per punto il "castello" messo su da Di Gennaro che, è stato evidenziato, "non può aver parlato per conto proprio e non a caso De Vincentiis non si è dissociato". 

"Il mio modo di fare calcio è basato sulla trasversalità di azioni congiunte tra società, calciatori, tifosi, istituzioni e territorio - fa sapere intanto De Vincentiis -. Ci tengo ad esprimere gratitudine in modo particolare ai tifosi che in queste ore mi stanno chiamando per ringraziarmi delle bellissime domeniche trascorse insieme in questi vari anni dove ci siamo divertiti a veder vincere il Lanciano che ha scalato le categorie una dopo l’altra, non solo con la prima squadra, ma anche con il settore giovanile". In particolare... Prima categoria e Promozione, e quest’anno un secondo posto in Eccellenza. "A conclusione - prosegue - ribadisco che la mia è una passione e ho sempre fatto calcio con la massima professionalità scalando da presidente varie categorie in 10 anni. Ma oggi... mi si toglie il sogno di continuare a raggiungere nuovi e crescenti traguardi con i colori rossoneri e portare il Lanciano Calcio in serie D".

"Quindi - prosegue - apprendo dal comunicato dei tifosi che non interessa portare il Lanciano a livello nazionale. Accetto tutto questo ma non lo condivido, perché leggo che “qualora ce ne fosse ancora bisogno, la tifoseria sarà di nuovo pronta a dimostrare che a costo di ripartire dalla categoria più insignificante del calcio italiano, NON darà più appoggio all’operato di De Vincentiis e Di Gennaro”. Nonostante l’istruttoria della domanda di ripescaggio in corso, a questo punto il mio modo di fare calcio in modo ambizioso e la voglia di disputare la serie D termina oggi. Un saluto alle istituzioni, ai dirigenti, ai tecnici e a tutti i tesserati, dai bambini di 5 anni ai più adulti, ai tifosi, agli amici, dicendo a voce alta che il mio cuore batterà sempre per i colori rossoneri! Un abbraccio a tutti".

Termina così, dopo tre anni, la sua presidenza, costellata, va ribadito, della vittoria di due campionati e di una Coppa Italia. Per il Lanciano buio pesto? Si aprono adesso scenari inaspettati fino a poco tempo fa... Cessione della società o nuova sparizione dallo scenario calcistico? E storia ancora da scrivere...

@RIPRODUZIONE VIETATA

Hanno collaborato Alessandro Di Matteo e Uranio Ucci

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