Calcio Eccellenza. Prova di forza e cuore dei rossoneri che battono la Pro Vasto
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Non era solo una partita, era una prova di maturità. Davanti a una cornice di pubblico straordinaria, circa 2000 spettatori, con un vivace settore ospiti di 250 anime arrivate da Vasto, il Città di Lanciano FC risponde presente. I rossoneri scendono in campo con il peso del risultato della Renato Curi Angolana, che con un 5-0 sul Pianella aveva temporaneamente strappato loro la vetta.

Ma la pressione, a questo Lanciano, sembra fare solo bene.
L’avvio è elettrico: dopo due minuti Salerno inventa per Santirocco, murato solo dal piede di Gambuzza. Poi, il gelo improvviso. Al 5’ un rinvio lungo della Pro Vasto scavalca la linea difensiva e trova Morigi troppo avanzato; Megaro è lesto ad approfittarne e insacca a porta vuota. Sembra lo spettro di una giornata stregata, ma è qui che emerge l'anima del gruppo. Dopo il pareggio arrivato all'11’ — una carambola propiziata da un colpo di testa di Ferrante che ha indotto Megaro all'autogol sotto pressione di Antezza — lo stadio assiste alla scena più bella: l’abbraccio liberatorio di D’Eramo a Morigi. Non è solo un gesto d'affetto, è il segnale che la squadra è unita, che l'errore del singolo viene cancellato dal sacrificio di tutti.

Galvanizzato dal pari, il Lanciano diventa un uragano. Al 19’ arriva il sorpasso firmato da chi il rossonero ce l'ha nel DNA: Salerno, il "figlio della Sud". D’Eramo vola sulla fascia, mette al centro un filtrante al bacio e Salerno, nonostante la marcatura stretta di Valerio, allunga la zampata vincente che trafigge Cattafesta. Il "Biondi" è una bolgia, ma il colpo di grazia arriva tre minuti dopo. Al 22’, Braccia scambia nello stretto con Palmucci e scarica un sinistro potente che fissa il risultato sul 3-1. Un uno-due micidiale che annichilisce le speranze vastesi.
Il Lanciano avrebbe anche l'occasione per il poker prima dell'intervallo, ma Cattafesta riesce a neutralizzare il rigore di Santirocco, concesso per un fallo di Montiero su Barlafante. Nella ripresa i ritmi calano: i rossoneri amministrano il vantaggio con autorità, gestendo il possesso e chiudendo ogni varco fino al triplice fischio finale dopo cinque minuti di recupero.

La festa dura però il tempo di una sera. Il calendario non concede pause e domenica si torna già in trincea contro il Cupello. La sfida si giocherà sul campo neutro di Ortona: un altro gradino da salire per una capolista che ha dimostrato di avere non solo i piedi, ma soprattutto la testa e il cuore per restare lassù. 08 apr. 2026

URANIO UCCI

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