Lanciano. Inaugurato il primo 'Alzheimer Cafè'
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Inaugurato a Lanciano (Ch) il primo "Alzheimer Cafè" nei locali della cooperativa Samidad, in contrada Nasuti 159/A. Si tratta di un servizio gratuito rivolto ai malati di Alzheimer, ai loro familiari e cargiver. Infatti, due o tre volte al mese, mentre i pazienti si incontrano in attività socio-riabilitative, i loro congiunti, con il supporto di professionisti, si confrontano sulle difficoltà e criticità che essi affrontano nella gestione della quotidianità, il tutto accompagnato da un caffè o pasticcino.

"Abbiamo voluto riproporre - spiega il presidente di Samidad, Leopoldo De Lucia -, un modello ormai presente in Italia già da anni, ma che in Abruzzo stenta a decollare, in modo capillare, soprattutto con sostegno istituzionale di Asl e/o Comuni. E poiché la nostra regione, purtroppo, è una di quelle a maggior rischio di Alzheimer, abbiamo voluto dare alla comunità frentana tale servizio, accollandoci anche l’onere economico che esso comporterà, sebbene abbiamo già chiesto sostegno alla Asl e lo chiederemo anche a qualche imprenditore. Intanto - conclude - ora il nostro "Alzheimer Cafè" è un bene comune". All’inaugurazione è intervenuta l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Lanciano, Dora Bendotti, la quale ha ricordato che il Comune, tre anni fa, ha già approvato una delibera di Giunta per l’attivazione di un servizio analogo, ma che non riesce a concretizzarsi per problematiche relative al locale individuato, quello del Centro anziani, conteso da più parti.

Interessante anche le parole del geriatra della Asl Lanciano-Vasto, Francesco Paolo Colacioppo, il quale ha sottolineato che la caratteristica più importante di questa patologia è l’isolamento associato al declino cognitivo. "Tale condizione - ha spiegato - porta queste persone a vivere in dei... contenitori, che non devono diventare ghetti. Occorre, pertanto, che scuola e istituzioni creino ponti per far uscire dalla solitudine queste persone. Dobbiamo riaprire i muri culturali. Non basta il farmaco, occorre il sociale".

Ad arricchire l’evento anche la testimonianza della geriatra dell’ospedale di Vasto, Claudia Sacchet, promotrice del primo "Alzheimer Cafè" di Vasto (Ch), sorto qualche anno fa, la quale ha spiegato quanto, in questa patologia, la componente relazionale e umana consegua risultati maggiori di quella farmacologica.

In Olanda, dove sono nati, nel 1997, da un’idea del medico Bère Miese, si contano oltre 220 "Alzheimer Cafè". Nel tempo, essi si sono diffusi, oltre che in Europa, anche in Canada, Stati Uniti e Australia. In Italia, ad oggi, sono stati aperti oltre 100 centri.

Marianna Di Desidero

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