L'Istituto zooprofilattico di Teramo è Centro di referenza Fao per i coronavirus zoonotici

Riconoscimento internazionale per l’Istituto zooprofilattico di Teramo e l’Istituto zooprofilattico di Venezia che sono stati nominati Centro di referenza Fao per i coronavirus zoonotici, che cioè possono essere trasmessi da animali all'uomo.

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Con questa nomina la Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, ha valutato positivamente l’expertise scientifica dei due Istituti italiani confermandoli poli di eccellenza per la ricerca biomedica e la sanità pubblica veterinaria. 

Il Centro di referenza Fao per i coronavirus zoonotici è stato assegnato all’Izs delle Venezie e all’Izs dell’Abruzzo e del Molise per un periodo di quattro anni, sotto la direzione di Francesco Bonfante, veterinario dirigente e responsabile del Laboratorio ricerca modelli animali presso la SCS6 Virologia speciale e sperimentazione dell’Izsve. Il vicedirettore del Centro  è Alessio Lorusso, veterinario dirigente del reparto Virologia e Colture Cellulari dell’Izs di Teramo. La candidatura comune dei due Istituti come Centro di referenza Fao rappresenta il coronamento di una lunga e proficua collaborazione nell’ambito dello studio e della ricerca nel campo della virologia veterinaria.

Durante la pandemia da Covid-19  l’Izsve ha contribuito a monitorare la circolazione del virus nel comparto zootecnico italiano e negli animali domestici, coordinando a livello nazionale attività di sorveglianza e di ricerca di numerosi Istituti Zooprofilattici Sperimentali. Nonostante la straordinarietà degli eventi, l’Izsve ha reagito all’emergenza pandemica con grande incisività, facendo tesoro della decennale esperienza nella gestione delle epidemie animali e nel monitoraggio degli agenti virali emergenti con potenziale zoonotico. In particolare, ha formato équipe di ricercatori in grado di studiare i meccanismi di spillover di diversi patogeni con potenziale pandemico (influenza aviaria, coronavirus animali) dalla fauna selvatica agli animali domestici, in una prospettiva One Health.

Grazie alla sua organizzazione, al know-how, alla disponibilità di laboratori specializzati e infrastrutture informatiche capaci di gestire al meglio le operazioni di ricezione, analisi e refertazione dei campioni, l’Izs dell’Abruzzo e del Molise è stato operativo nella lotta contro la pandemia sin dall’inizio dell’emergenza, da marzo del 2020. L’Istituto di Teramo ha investito subito nell’acquisto di strumenti altamente tecnologici, si è dotato di un nuovo laboratorio ad alto contenimento biologico e ha svolto oltre il 60% dell’intera attività analitica della Regione Abruzzo, arrivando a processare 4.500 campioni al giorno. Contestualmente ha portato avanti attività di ricerca su più fronti come il sequenziamento del genoma del virus mediante metodiche di nuova generazione (NGS) che, a fine 2020, ha permesso di rilevare la cosiddetta variante inglese, quella brasiliana e consente il monitoraggio costante delle mutazioni di rilevanza clinica ed epidemiologica.

"Nelle prime fasi della pandemia ci siamo spesi con tutte le forze nell’attività analitica, supportando non solo le Asl del nostro territorio di competenza ma anche l'Agenzia della Tutela della Salute di Bergamo. Di pari passo abbiamo intensificato la ricerca - afferma il direttore generale dell’Izs di Teramo, Nicola D’Alterio -. Ad esempio attraverso l’analisi genomica, fondamentale per mappare in tempo reale le varianti e intercettare le nuove mutazioni del virus. Abbiamo sempre adottato un approccio One Health, che ci contraddistingue in tutte le nostre attività, avviando collaborazioni interdisciplinari in Italia e nel resto del mondo”.

Fra i compiti del nuovo Centro Fao vi sono innanzitutto la valutazione e la gestione del rischio di circolazione di coronavirus zoonotici negli animali, da attuarsi mediante attività di sorveglianza e studi di caratterizzazione della patogenicità e trasmissibilità del virus. Inoltre il Centro darà supporto tecnico-scientifico a diversi Paesi del continente africano e del Medio Oriente, al fine di potenziare la capacità della comunità scientifica internazionale di intercettare prontamente la circolazione di coronavirus zoonotici, emersi o emergenti, a livello di fauna selvatica e di animali domestici. 08 giu. 2022

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