'Ospedale Lanciano senza servizi minimi, rischia il declassamento': denuncia dei 5Stelle

“Vogliamo che il diritto alle cure sia garantito per tutti i cittadini, attraverso il servizio pubblico. Sembra una richiesta scontata ma purtroppo in Abruzzo non lo è. Il servizio sanitario, particolarmente nella Asl Lanciano-Vasto-Chieti, è al collasso e i numerosi disservizi ne sono la prova. Sono mesi che denunciamo carenze di personale, liste d’attesa lunghissime e mancanza di strumentazioni, che rendono impossibile eseguire esami diagnostici e cure. L’assessore regionale Nicoletta Verì continua a promettere grandi investimenti e soluzioni, ma solo a parole".

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Così il capogruppo in Regione del M5S, Francesco Taglieri. Luogo simbolo della sua battaglia a tutela del diritto alla salute. “Il centrodestra – continua - ormai è al governo regionale da 42 mesi e non è stato in grado di produrre degli atti di programmazione necessari a ottimizzare il lavoro delle Asl: Piano Sanitario regionale, Rete Ospedaliera e Rete territoriale per ora ancora non sono pervenuti. Qualunque cosa arriverà, se arriverà, nei prossimi mesi sarà in estremo ritardo e inutile. Si naviga a vista tanto che le Asl agiscono ancora con atti di programmazione della scorsa legislatura e quindi pre pandemia. Invece esponenti di Fratelli D’Italia, Lega e Forza Italia continuano a propagandare su atti e programmi che il tavolo di monitoraggio ministeriale starebbe valutando. Peccato che in Consiglio regionale questi carteggi non siano mai arrivati e la voce dei territori non sia stata ascoltata".

Passando al "Renzetti" di Lanciano (Ch)... "Il nostro ospedale - tuona Taglieri -  sta pagando a caro prezzo questo pressapochismo e lo vediamo ogni giorno. La struttura è letteralmente abbandonata a se stessa e le condizioni in cui sono costretti ad operare i lavoratori sono inaccettabili. Il presidio non ha servizi minimi per un DEA di primo livello, rischia il declassamento e, a lungo termine, anche la chiusura. Ma forse l’obiettivo del centrodestra è proprio questo. Del resto la centralizzazione di personale e servizi verso la struttura di Chieti vanno proprio nella direzione dell’abbandono dei presidi come il "Renzetti", o anche altri ospedali delle aree interne. Una tendenza che deve essere contrastata con fermezza. Il territorio frentano, e in generale la zona sud della provincia, hanno la necessità di avere degli ospedali efficienti. Parliamo di un bacino di utenza molto ampio che per la morfologia del territorio e dei collegamenti non sempre può raggiungere in tempi utili l’ospedale di Chieti. La popolazione ha già dimostrato la sua volontà: sono state raccolte migliaia di firme in difesa del presidio ospedaliero di Lanciano, eppure il centrodestra e la direzione strategica della Asl continuano a non ascoltare la voce dei cittadini. Tutto sembra un gioco politico in cui a rimetterci sono gli utenti. E mentre alcune aziende sanitarie, probabilmente sono impegnate a fare politica anche all’interno dei reparti, in provincia di Chieti, per esempio, non è possibile fare esami diagnostici in tempi congrui, fare una Tac o una risonanza magnetica o altri esami strumentali". 28 ott. 2022

URANIO UCCI

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