Azienda MA. 'Occupazione in calo, commesse incerte e rischio nuove uscite lavoratori'

Prospettive industriali ancora fragili, occupazione in calo e assenza di nuove commesse nel breve periodo. E' il quadro critico delineato dalle organizzazioni sindacali Fim, Fiom, Uilm, Uglm e Fismic al termine dell’incontro, a Roma, con i vertici di MA Italy, che ha evidenziato le difficoltà del gruppo nel contesto di un mercato automotive in contrazione.

Negli stabilimenti italiani di Chivasso, Atessa 1 e 2, Melfi, Cassino e nel quartier generale di Rivoli, l’occupazione è scesa a 1.099 dipendenti rispetto ai 1.230 del 2024, con una riduzione concentrata soprattutto nelle funzioni direttive.

Sul piano industriale, MA Italy non è riuscita ad aggiudicarsi le ultime commesse messe a gara da Stellantis. Pur in presenza di un recente miglioramento dei rapporti, le ricadute positive restano tutte da verificare. Con Iveco le commesse risultano stabili, ma il rapporto appare meno solido rispetto al passato. I volumi produttivi registrano complessivamente una flessione del 20% rispetto al 2024, con un calo del 14% nei veicoli commerciali leggeri, anche se per il 2026 è atteso un aumento di produzione di circa 20mila furgoni.

Ad Atessa 1 e 2 la perdita delle commesse dei D-pillar destinati al Messico avrà un impatto rilevante sulla popolazione dei lavoratori somministrati, con riduzioni distribuite nel tempo e un taglio quasi totale. L’azienda ha proposto una armonizzazione tra i due plant per evitare il ricorso alla cassa integrazione e possibili esuberi, ipotizzando il trasferimento di circa 22 lavoratori da MA2 a MA1 sullaproduzione dei cantonali, così da saturare gli impianti e compensare l’uscita degli interinali.

A Melfi e Cassino proseguirà il ricorso agli ammortizzatori sociali. Per Cassino è in corso la ricerca di un investitore per una riconversione industriale, i cui dettagli restano coperti da riservatezza. Per Melfi sarà invece decisiva l’aggiudicazione della commessa del nuovo Ducato, la cui produzione è prevista dopo il 2030; i sindacati hanno chiesto un coinvolgimento tempestivo nel confronto.

A Chivasso continua l’utilizzo, seppur ridotto, della cassa integrazione, mentre è in atto un tentativo di diversificazione produttiva per far fronte a possibili criticità sulle commesse Iveco dopo il 2029.

In questo contesto, oggi, nella Capitale, si è svolta la riunione del Coordinamento nazionale CLN Group / MA Italy, nel corso della quale la Direzione ha illustrato il quadro generale di mercato e confermato l’ottimismo per la prossima chiusura della procedura di composizione negoziata della crisi, con proroga degli accordi fino a dicembre 2025 e piena efficacia stimata per giugno 2026. L’azienda ha ribadito l’obiettivo di garantire la continuità ai siti italiani e di gestire eventuali ristrutturazioni in accordo con le organizzazioni sindacali.

Fim, Fiom, Uilm, Uglm e Fismic hanno espresso la necessità di riprendere il confronto a valle della chiusura della composizione della crisi e della definizione dei piani industriali di Stellantis e Iveco. Il prossimo appuntamento nazionale è fissato per il 7 luglio prossimo. 20 genn.2026

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