Lanciano. Liquami nei campi dalla centrale di Villa Pasquini: in cinque a processo
GUARDA LE FOTO

Laghi di liquami che invadevano le campagne. Era la mattina di Natale del dicembre 2016 quando il movimento Nuovo Senso Civico realizzava un documento video sugli sversamenti che c'erano stati intorno alla centrale a biogas di Villa Pasquini a Lanciano (Ch).

Ora per quei fatti in cinque sono stati rinviati a giudizio. Si tratta del legale rappresentante e dei consiglieri dell’impresa Ata Energia Società Agricola Srl, ora Biogas Energy e il conduttore dell’impianto. In guai giudiziari, a vario titolo, sono quindi finiti Piero Saulli, 51 anni, residente a Londra; Luciano De Luca, di 59, di Mozzagrogna (Ch); Fabruzio Bruno, 58 anni, di Roma; Stefano Cardello, 60 anni di Brescia e antonio Di Rado, di 58, di Santa Maria Imbaro (Ch). Debbono rispondere di scarichi di acque reflue industriali senza autorizzazione e sversamenti di liquami, fatti accaduti dal novembre 2016 al marzo 2018. L’udienza si terrà il 2 novembre prossimo in tribunale a Lanciano. 

Gli attivisti di Nuovo Senso Civico, con il presidente Alessandro Lanci in prima linea, allertati dagli abitanti della zona, erano andati sul posto a filmare lo scempio. 

Dalla zona della centrale a biogas si era creato un grosso canale di scolo di liquami che scorreva verso valle per più di un chilometro fino al nucleo di abitazioni sottostanti. Il fiume maleodorante era portatore di sostanze patogene e scorreva in prevalenza sulla superficie del tracciato del canale di bonifica, andando a contaminare le acque per l’irrigazione dei campi. 

I fatti soNo poi stati denunciati alla Procura attraverso quattro esposti e gli esami dell'Arta (Agenzia regionale per la tutela ambientale), comunicati al Comune in data 20 dicembre 2016, hanno evidenziato la presenza di patogeni pericolosi,  tra gli altri l’escherichia coli in misura pari a 260.000 ufc/100ml, un dato ben al di sopra dei parametri massimi consentiti per le acque superficiali. 
Dopo questi risultati, il sindaco, Mario Pupillo, fu costretto ad emettere ordinanza di divieto di uso a scopi irrigui e zootecnici dell'acqua presente nel canale di bonifica in località Villa Pasquini.  

"Confidiamo - dice Lanci - che il processo sia l’inizio di un’opera di bonifica dell’area, o almeno la fine del rischio di una inaccettabile contaminazione di acque e suoli agricoli ed urbani". 31 ott. 2021

@RIPRODUZIONE VIETATA

totale visualizzazioni: 2975

Condividi l'Articolo