Costa dei Trabocchi. Ortona e il vizietto del cemento: ok a ville e rotatorie al posto degli ulivi
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Il cemento continua a minacciare uno dei tratti più suggestivi e fragili della Costa dei Trabocchi. Ecco due Piani particolareggiati, appena pubblicati sull’Albo Pretorio del Comune di Ortona (Ch), che prevedono decine di villette e lotti residenziali in aree di espansione urbana poste di fronte alle riserve naturali regionali dei Ripari di Giobbe e dell’Acquabella, in uno dei paesaggi più iconici e tutelati dell’Abruzzo.

Villette, strade, parcheggi, cemento e asfalto prenderanno il posto di uliveti storici, macchia mediterranea, habitat naturali e territori che rivestono anche un interesse archeologico, paesaggistico e culturale. Il tutto, mentre è ancora pendente un ricorso al Tar contro il vigente Piano regolatore eenerale, approvato tra le proteste e le contestazioni da parte di comitati e associazioni ambientaliste.

"Sarebbe una ferita irreversibile per il litorale – denunciano i firmatari dell’appello, tra cui Forum H2O, Italia Nostra, Forum Ambientalista, CDCA, Ortona Sostenibile e San Giorgio Scuola – che rischia di trasformare l’identità stessa della Costa dei Trabocchi in un ricordo da cartolina sbiadita, sostituita da quartieri residenziali privi di armonia e logica".

Le zone oggetto dei due Piani Particolareggiati non solo si trovano a ridosso di aree protette, ma insistono su territori idrogeologicamente fragili, dove già oggi si registrano allagamenti e smottamenti durante i fenomeni meteorologici intensi, sempre più frequenti per effetto dei cambiamenti climatici.

Eppure, il Comune - rimarcano le associazioni - "sembra ignorare ogni segnale, proseguendo con una politica urbanistica datata e fuori dal tempo, mentre altre realtà italiane puntano su rigenerazione urbana, contenimento del consumo di suolo e tutela ambientale. Secondo i dati Ispra, Ortona ha già consumato il doppio del suolo rispetto alla media nazionale, un dato preoccupante che rende ancora più incomprensibile la scelta di autorizzare nuovi edifici su aree verdi".

A destare ulteriori preoccupazioni è "la mancanza di infrastrutture adeguate. Le aree oggetto dei progetti edilizi non sono dotate di sistemi fognari efficienti, i depuratori esistenti sono già sottodimensionati, e non risulta alcuna previsione di investimento per ampliare la capacità di trattamento delle acque reflue".

“Stiamo costruendo nuovi problemi, non nuove soluzioni – osservano le associazioni –. Il rischio idrogeologico crescerà, l’impatto paesaggistico sarà devastante, e i cittadini ne pagheranno il prezzo sotto forma di disagi, insicurezza e impoverimento ambientale".

Quello che si prospetta è un cambio irreversibile della vocazione del territorio: da costa naturale e attrattiva turistica di livello nazionale, a frammento di periferia indistinta.

"Serve un’immediata marcia indietro – chiedono i gruppi ambientalisti – e una moratoria su ogni nuova urbanizzazione. Altrimenti, la Costa dei Trabocchi sarà solo un nome buono per le brochure turistiche e cartoline, ma svuotato di ogni autenticità".

Le associazioni promettono battaglia e invitano i cittadini a mobilitarsi: "Non c’è più tempo. O si ferma adesso questa colata di cemento, o la Costa dei Trabocchi rischia di diventare una landa indistinta di casette e rotatorie”. 31 lug. 2025

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