Andrea Prospero e la chat degli orrori. 'Ecco i farmaci che devi prendere... E ti diverti prima di morire'

"Prendi 160 milligrammi di ossicodone e muori sicuro; ti diverti prima di morire".

La chat degli orrori approda in Corte d'Assise a Perugia, dove si sta svolgendo il processo per la fine di Andrea Prospero, studente di Informatica, di 19 anni, di Lanciano (Ch), trovato senza vita il 29 gennaio 2025 in un appartamento del centro storico del capoluogo umbro. Il corpo fu rinvenuto dopo circa una settimana di ricerche.

In apertura d’udienza sono stati mostrati due fotogrammi estratti dall’ultimo video girato dalla vittima poco prima prima di togliersi la vita. Nei fotogrammi, condivisi in una chat di Telegram con l'amico Emiliano Volpe, 19 anni, romano, incrociato anni prima sui social e attualmente imputato per la morte di Prospero, per istigazione al suicidio, si vedono 9 pasticche di Xanax e 7 di ossicodone. Sono quelle ingerite dallo studente abruzzese per farla finita. 

I due, come ricostruito dagli ufficiali della polizia postale, che hanno testimoniato, chattavano dal 2023. Nel settembre 2024 Prospero ha confidato, per la prima volta a Valemno, questo il nickname di Volpe, i propri malesseri esistenziali, sopraffatto da "ansia sociale" e dal terrore di rivelare ai suoi  familiari l'intenzione di abbandonare gli studi.

Volpe gli ha suggerito quali sostanze, letali se combinate, assumere per morire... in allegria.

A seguire Prospero a Chat gpt ha chiesto gli effetti dei farmaci suggeriti dall'amico virtuale.

Il 23 gennaio 2025 ha acquistato le sette pasticche da un giovane di Napoli e se le ha fatte spedire a Perugia, pagando in moneta virtuale. Il 25 gennaio l'epilogo, sotto l'incitamento dei terribili messaggi di Volpe, che lo sente morire in diretta: "Vai ammazzati e basta, senza fare troppe storie". L'altro, indeciso, "Non so che fare", ma sopraffatto, esegue. Manda giù il mix letale. E lì, sul letto di quella stanza presa in affitto di nascosto, in via del Prospetto, trova l'agonia e la morte.

Nel frattempo l'imputato inserisce qualcun altro in chat, uno con nickname Thomas Burberry, che gli investigtori non sono riusciti ad identificare, e gli dice: "Vai, parla con un morto". Non chiama i soccorsi, ma scrive: "300 euro nel cesso", riferendosi, forse, ad un credito vantato nei confronti della vittima.

Una ricostruzione spietata, mentre i genitori di Prospero continuano a chiedere giustizia per il loro figlio. Il processo riprenderà a luglio.

Un’altra udienza carica di drammaticità, dopo quelle con le testimonianze della sorella e dei consulenti. In precedenza infatti il medico legale Sergio Scalise Pantuso e il tossicologo Andrea Lazzarini avevano riferito che la morte del ragazzo era sopraggiunta in un lasso di tempo compreso tra le quattro e le cinque ore dall'assunzione dei farmaci, presumibilmente tra le 13 e la mezzanotte del 24 gennaio. I periti avevano confermato che la quantità di sostanze ingerite era massiccia, ma che se fossero stati allertati i soccorsi, avrebbe avuto magari la possibilità di salvarsi.  25 giu. 2026

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