Lanciano. False licenze per taxi: processo prescritto dopo 9 anni e mezzo e nessuna sentenza

Un procedimento giudiziario andato avanti per 9 anni e mezzo e ora giunge la prescrizione per 16 imputati al processo per la vicenda delle false licenze sfornate da vari Comuni frentani per l’attività di taxi e autonoleggio con conducente da piazzare a Roma.

Il tribunale collegiale di Lanciano (Ch) ha così stabilito l’estinzione di reato, con corposo proscioglimento. Anche il pm Francesco Carusi si è adeguato alla richiesta dell’avvocato Alessandro Troilo, difensore di Angelo Bianco, funzionario in pensione del Comune di San Vito che avrebbe sfornato 50 licenze taroccate. Irrisorie le licenze di altri tre comuni.

In questi lunghi anni sulla vicenda, scoppiata il 6 febbraio 2012 con tre arresti, non è intervenuta alcuna sentenza e dunque fatto criminoso prescritto. Maxi inchiesta che vide in totale 66 indagati. Al processo in otto avevano l’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione propria ed impropria e sono gli arrestati romani Fabio Falasca e Agostino Forte, originari di Schiavi d’Abruzzo, titolari delle società Blu Car e Airport Shuttle Bus, e Sebastiano Di Maria, residente a Serramonacesca. Poi Angelo Bianco, Roberto Di Cecco, Marco Rulli, Luigi Fazi e Giancarlo Di Girolamo. Corruzione semplice invece per Daniele Donati, Antonio Clotilde, Fabio De Maglie, Fulvio Fadda, Massimo e Maurizio Lucci, Sandro Rossi, Carlo Salvati.

Parti offese cinque tassisti, sindacati Taxi Ugl e Taxi Cisal, Movimento Italiano Tassisti, Anar, coop Sacat Tassisti, Tutela Legale Taxi. Presunto scandalo passato da Lanciano a Pescara, per competenza territoriale, e ritornato a Lanciano. Affari di 20 mila euro l'anno e altre 20 mila necessitavano per rinnovare le licenze. 05 nov. 2021

Walter Berghella

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