Lanciano. In tribunale è... guerra del prosciutto. In ballo il Parma Dop

E’ guerra del prosciutto crudo. Iniziato, in  tribunale a Lanciano (Ch), il processo che vede sotto accusa il salumificio "Sorrentino srl" di Mozzagrogna (Ch), in località Cuna di Re di Coppe. Imputato di frode alimentare aggravata è l’amministratore unico,Marino Sorrentino, 37 anni. A denunciare la vendita sul mercato nord europeo di centinaia di confezioni in vaschetta con la dicitura "Jambon tipo Parma" è stato Vittorio Capanna, presidente del Cda e legale rappresentante del Consorzio prosciutto di Parma, patrocinato dagli avvocati Massimo Piazza e Alessandro Troilo.

Il Consorzio è ente incaricato dal ministero delle Politiche agricole a svolgere funzioni di tutela e cura degli interessi della Dop di Parma, che si è costituto parte civile con richiesta danni. La nuova udienza è stata fissata dal giudice Andrea Belli al 21 novembre prossimo. Sorrentino è assistito dall’avvocato Augusto La Morgia. Secondo le accuse del pm Francesco Carusi l’azienda "Sorrentino", tra le più grandi del settore in Abruzzo, avrebbe   venduto il prodotto privo della nota "corona ducale" che contraddistingue il prosciutto di Parma. I controlli sono stati effettuati nel salumificio dai carabinieri del Nas, poi la Procura ha contestato la violazione della normativa posta a tutela del marchio Dop prosciutto di Parma. "Al processo sarà dimostrata l’infondatezza delle accuse attraverso prove testimoniali", precisa la difesa. 

Sorrentino fa presente, dal canto proprio, che produce direttamente anche i Parma Dop con carni provenienti da allevamenti italiani selezionati e il punto di forza è nella stagionatura che avviene a Langhirano (Parma). Inoltre da circa un decennio è macello abilitato dall’IPQ (Istituto Parma Qualità) a fornire materia prima per le produzioni di prosciutti Dop. Una vicenda tutta da chiarire, dunque.

Walter Berghella

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