Nonostante il maltempo, in circa 250 hanno partecipato questa sera alla fiaccolata organizzata sul lungomare di Fossacesia (Ch) in memoria di Diomede Barchiesi, 50 anni, morto dopo l’aggressione avvenuta il 9 agosto scorso.

Commozione, silenzio e lacrime hanno accompagnato il corteo, promosso a un mese dalla tragedia. Barchiesi si trovava a Fossacesia con la moglie, in camper, quando è intervenuto in una lite tra giovanissimi, raggiungendo il parcheggio dove i suoi due figli minorenni stavano discutendo con altri ragazzi.

Secondo la ricostruzione dei fatti, dopo uno schiaffo a un diciottenne, questi avrebbe reagito colpendo Barchiesi con un pugno al volto. L’uomo ha perso l’equilibrio, è caduto sull’asfalto e ha sbattuto violentemente la testa. Trasportato in ospedale, è rimasto per cinque giorni in coma, in condizioni disperate, fino alla morte.

Per la vicenda è in corso un procedimento penale nei confronti di M.M., 18 anni, residente a Fossacesia, indagato per omicidio preterintenzionale.

Durante la fiaccolata, alla presenza dei sindaci Enrico Di Giuseppantonio di Fossacesia e Vincenzo Muratelli di Altino (Ch) e del consigliere regionale Francesco Taglieri, la famiglia ha voluto ringraziare quanti hanno manifestato vicinanza. "Ringraziamo tutti coloro che in queste settimane ci sono stati accanto con un abbraccio, con affetto, anche solo con un pensiero - ha detto la moglie Anna Maria Di Caro -. Il dolore e lo sgomento sono insopportabili. In un momento così buio, la presenza e l’affetto di tanti sono stati un’àncora".

Poi l’appello: "Questo non cancella il vuoto, ma ci aiuta a portare un peso che altrimenti ci schiaccerebbe. Chiedo, con la forza che mi rimane, di non permettere che su questa tragedia calino il sipario e l’indifferenza. Ora è il momento che la giustizia compia il suo corso con fermezza e che chi ce l’ha strappato risponda pienamente di ciò che ha fatto". 

A ricordare Barchiesi anche il parroco don Leo Rosa e l'amico e sindacalista Andrea Mascitti. 09 sett. 2026

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