Esclusivo. Mangia cibi mal conservati: 42enne di Pescara in Rianimazione a Chieti per botulismo

Ha mangiato cibo mal conservato, preparato in famiglia, e si è sentito male. Ha rischiato di morire per botulismo. I medici gli stanno salvando la vita.  F.N., 42enne residente a Pescara e di origini pugliesi, è ricoverato all’ospedale "Santissima Annunziata" di Cheti. La sera dell’8 marzo l'uomo è giunto al Pronto soccorso perché aveva nausea, vomito e dipoplia (visione doppia). Dopo due giorni ha iniziato a sviluppare i primi sintomi provocati dal botulino con ulteriore visione offuscata, compromissione oculare. E' stato ricoverato nel reparto di Neurologia. I sanitari fra professionalità, intuito ed esperienza, hanno capito la gravità del caso e trasferito il paziente in Rianimazione dove, fra consulti e analisi, è stato sottoposto a trattamento per botulismo: gli è stato iniettato il siero come è previsto dalle procedure. E' in miglioramento. Senza trattamento sarebbe giunta la paralisi respiratoria, mortale in questi casi.

Tipicamente il botulino alimentare si sviluppa in cibi inscatolati o conservati, soprattutto di produzione domestica ma anche, in qualche caso, industriale. Le conserve preparate in casa (per esempio la verdura sott’olio o le marmellate) sono uno dei prodotti con cui più facilmente si può rischiare la presenza della tossina botulinica, con infezione provocata da un batterio,  il Clostridium botulinum, che sviluppa spore: tipica è la presenza di una muffetta sugli alimenti, ma non sempre è indicativa. Frequentemente l'infezione attecchisce più a causa di preparati di origine vegetale che non in prodotti derivati da animali.

Una volta ingerito l’alimento malsano, nell’intestino c’è l’assorbimento delle spore che vanno nel circolo sanguigno e vanno a bloccare i recettori neuro-muscolari. Il sistema nervoso, praticamente a step, viene bloccato: prima c’è la paralisi oculare, rallentamento e difficoltà di espressione, fatica nell’ingerire, secchezza della bocca, debolezza muscolare che dalla parte superiore del corpo, spalle e braccia, passa agli arti inferiori, con paralisi successiva. E' questo il passaggio evitato da P.F, cioè la compromissione respiratoria. 

Scongiurata la crisi respiratoria fatale, e cominciate le necessarie terapie, i sintomi del botulino sono in regressione, l’uomo sta rispondendo alle cure. La diagnosi da botulino è difficile da individuare e solo la tempestività, la preparazione e l'intuito dei medici ha salvato l'uomo. Sono comunque ancora in corso indagini di laboratorio per l’accertamento clinico definitivo.

Alessandro Di Matteo

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