Diomede Barchiesi: donati gli organi. 'Una vicenda che ha sconvolto l'Abruzzo'

Dalla tragedia ad una luce di speranza per altri. Si sono concluse stamattina all’ospedale di Pescara le operazioni per il prelievo degli organi di Diomede Barchiesi, 50enne, originario di Altino e residente a Lanciano (Ch), morto dopo le gravissime ferite riportate nell’aggressione avvenuta a Fossacesia (Ch) il 9 agosto scorso.

Barchiesi, ex dipendente della Sevel di Atessa e padre di tre figli adolescenti, era stato colpito con un pugno durante una discussione. Il colpo gli aveva provocato la frattura della mandibola e, dopo la caduta, un violento trauma cranico con diverse emorragie cerebrali. Le sue condizioni erano apparse subito gravissime e, nonostante le cure e due operazioni alla testa, è deceduto.

Nel momento del rinnovo della carta d’identità, Barchiesi aveva espresso la volontà alla donazione degli organi. Una decisione che ha consentito di avviare il percorso di espianto una volta concluso il periodo di osservazione previsto per l’accertamento della morte cerebrale.

Dopo la valutazione del medico legale e il nulla osta al prelievo da parte della Procura di Lanciano (Ch), nella notte sono iniziate le operazioni chirurgiche, terminate questa mattina. Il cuore è stato destinato a un paziente di Bergamo, i reni saranno trapiantati a L’Aquila e il fegato è stato inviato a Pisa.

La Direzione strategica della Asl di Pescara esprime "vicinanza alla famiglia, in questo momento di profondo dolore" e rivolge un ringraziamento alla dottoressa Rosamaria Zocaro, alla dottoressa Antonella Frattari e all’intera équipe della Rianimazione che ha assistito Barchiesi durante il ricovero. Un ringraziamento è stato rivolto anche all’équipe degli anestesisti del Blocco operatorio e a tutti i professionisti coinvolti nelle operazioni di prelievo.

"E' purtroppo giunta la notizia che nessuno di noi avrebbe voluto ricevere", dice in una nota il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli. La vicenda di questo giovane padre ha scosso profondamente l’intero Abruzzo per la sua assurdità e per la sua drammaticità. Morire per un colpo al volto, ricevuto mentre si interviene per sedare una rissa tra giovanissimi e proteggere i propri figli, è una tragedia che lascia sgomenti e senza parole".

"In queste ore - prosegue - ho ascoltato il ricordo di tanti concittadini che hanno condiviso con lui momenti della vita quotidiana: a scuola, sul lavoro, nelle strade e nei luoghi della nostra comunità. Attraverso le loro parole si comprende perché era un giovane profondamente amato, pieno di vita e di affetti», ha aggiunto il sindaco.

"E' un dolore grande dover dire addio a una persona, la cui vita è stata sottratta ingiustamente e troppo presto. A nome dell’intera comunità di Atessa, desidero esprimere alla famiglia, agli amici e a quanti gli hanno voluto bene la nostra più sincera e affettuosa vicinanza".

Parole di dolore e di amicizia arrivano anche dal sindaco di Altino, Vincenzo Muratelli. 

«Ciao animo bello. Ciao amico leale e sincero. Ciao papà, figlio e fratello amato e premuroso. Ciao cuore immenso. Ciao amico mio pregiato", scrive.

"Certamente sarai già tra gli angeli del cielo a offrire la tua gentilezza e sostegno a chiunque incontrerai come facevi in ogni occasione con adorabile spontaneità".

Il sindaco di Altino ricorda anche la passione di Barchiesi per la bicicletta e per lo sport: "Starai già scalando con la tua bici amata quelle salite, sfidandole per conquistarle come facevi con la tua caparbietà e la tua forza o rincorrendo un pallone da riconquistare per offrirlo ai tuoi compagni".  15 ago. 2026

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