
Violenza l'altro ieri all'interno della casa circondariale di Lanciano (Ch).
Un detenuto è stato protagonista di una aggressione contro il personale in servizio, culminando in pesanti danneggiamenti. Secondo quanto ricostruito dall'Unione Sindacale Polizia Penitenziaria (Uspp) e da Uilpa Penitenziari, l'uomo avrebbe prima aggredito un agente, afferrandolo con violenza e scaraventandolo contro un muro. Non soddisfatto, ha tentato di sferrare un pugno a un secondo poliziotto intervenuto in supporto e ha cercato di colpire anche un infermiere presente nel reparto.
Solo la prontezza di riflessi e il sangue freddo degli operatori hanno evitato il peggio: i tre sono riusciti a barricarsi fuori, mettendosi in salvo. Ma hanno riportato lesioni e contusioni. Una volta rimasto solo, il detenuto ha dato sfogo alla sua furia distruggendo arredi e suppellettili, causando ingenti danni ai locali.
Il segretario regionale dell’Uspp, Sabino Petrongolo, esprime piena solidarietà ai colleghi coinvolti: "Questo evento riaccende con forza i riflettori sulle condizioni di estrema criticità in cui operano quotidianamente ali gìagenti penitenziari. Siamo costretti a lavorare in un contesto caratterizzato da gravi carenze di organico (meno di 100 agenti per 260 detenuti, ndr) e tensioni crescenti".
"In questo contesto, la Direzione - afferma Ruggero Di Giovanni, segretario generale regionale Uilpa Penitenziari Abruzzo - continua a operare in una logica di “emergenza permanente”, intervenendo, dal nostro punto di vista, solo quando i problemi esplodono e affidandosi a soluzioni tampone, invece di pianificare in modo strutturale i servizi e la gestione del personale. Il ricorso esasperato allo straordinario, con turni che raggiungono e superano le 12 ore, è già oggetto di una battaglia legale che stiamo conducendo dinanzi alla Corte d’Appello dell’Aquila, a tutela dei diritti e della sicurezza del personale. Purtroppo questa situazione si ripercuote direttamente anche sulla gestione quotidiana dei detenuti e, a nostro avviso, alimenta incomprensioni e scatti d’ira sempre più frequenti, con un inevitabile innalzamento del livello di tensione interna e un rischio crescente per l’incolumità dei lavoratori".
Un episodio che segna un contrasto netto che emerge dalle mura del carcere di Lanciano nel quale da una parte si dà vita a un progetto di rieducazione che punta sulla cultura, mentre dall'altra si devono fronteggiare problemi di sicurezza. Nei giorni scorsi, infatti, a un anno dalla firma della convenzione con il Comune, la direttrice Daniela Moi, insieme alle operatrici dell'area trattamentale, Krizia Stella e Alessandra Di Labio, e agli agenti di polizia penitenziaria, hanno accolto la stampa e le autorità locali per mostrare la rinnovata biblioteca dell’istituto. Il servizio, che ospita circa cinquemila volumi, è gestito attivamente dai reclusi, i quali grazie agli operatori esterni Daniela Giancristofaro, bibliotecaria e presidente Aib sezione Abruzzo; Antonella Scampoli, Gianvincenza Di Donato e Luciano Rosa che li hanno formati, hanno appreso tecniche di catalogazione e archiviazione informatizzata.
Il progetto, cofinanziato dal Comune di Lanciano con un contributo di seimila euro diventato ormai voce fissa del bilancio, era stato sospeso nel 2020 a causa della pandemia. "Queste attività contribuiscono al percorso di rieducazione e reinserimento" ha dichiarato la direttrice Moi, sottolineando come la biblioteca abbia suscitato interesse verso la lettura anche in chi non aveva mai aperto un libro prima. Al taglio del nastro erano presenti anche il sindaco Filippo Paolini e il vicesindaco Danilo Ranieri. 13 febbr. 2026
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