Lanciano ricorda gli Eroi Ottobrini. 'Diedero la vita per la libertà: la memoria ci sia di monito'
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Da 78 anni la commozione è la stessa per l’eccidio di 23 giovani, 11 caduti in combattimento e 12 partigiani per rappresaglia: tra essi Trentino La Barba, insignito di medaglia d’oro.

Oggi Lanciano (Ch) ha omaggiato quegli Eroi Ottobrini che il 5 e 6 ottobre 1943 insorsero contro i nazifascisti, seconda città d’Italia dopo Napoli. Azione di coraggio che è valsa alla città la medaglia d’oro al Valor militare per la Resistenza. La presidente della sezione frentana dell’Associazione nazionale partigiani (Anpi), Maria Saveria Borrelli, ha ricordato quei giovani uno per uno: poi deposizione di una corona di alloro, in onore ai "martiri" e al gonfalone di Lanciano. Cerimonia colorata dallo sventolio dei tricolore, dalle note del Silenzio, dall’inno nazionale, da poesie, anche in dialetto, lette dagli studenti e, chiusura, con l'immancabile "Bella ciao"... "Divenuto - ha detto Borrelli - il  canto di tutte le resistenze. Qui la resistenza è stata fatta anche dalle donne che hanno curato e nascosto i partigiani, combattuto con le bombe a mano infilate nei cestini. La conoscenza ci rende liberi di non tornare a fare gli stessi errori - ha ammonisto -. Una storia dolorosa e da condannare fatta di sofferenza e assenze. Finché non esce dalla nostra bocca che il fascismo è un crimine la Costituzione non potrà essere onorata".

Il premio Campiello, Remo Rapino ha letto brani del suo romanzo "Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio". "Ottobre – ha affermato – è un mese particolarmente legato alla nostra città, per il passato e il presente. Siamo dentro un perimetro di umanità che si chiama democrazia. Liborio aveva 17 anni durante la Resistenza". A fine mandato, il sindaco Mario Pupillo ricorda la scelta di spostare in posizione migliore il monumento agli Eroi e creare un giardino. "Abbiamo realizzato una cavea in segno di abbraccio, come un teatro greco alla vista di tutti. Allora – ha sottolineato - i ragazzi non giocavano la guerra come in un videogame: la guerra la sentivano e la facevano decidendo di imbracciare le armi. Sono orgoglioso di questo. Qui sono morti ragazzi di 15 - 16 anni. Il sangue bagnava le strade. Oggi questa libertà e democrazia è frutto del loro sacrificio. Ogni giorno bisogna difendere libertà e democrazia. Hanno dato la vita per noi e per l’Europa. Abbiamo, qui, anche eretto il monumento al Samudaripen, la shoah dei Rom e Sinti, il secondo dopo Berlino. E' stato un gesto coraggioso e Lanciano l’ha fatto. Come ha detto Liborio siamo un’unica razza e noi abbiamo esercitato la memoria".

Il programma celebrativo si chiude questa sera al cinema Ciak City con la proiezione del docufilm "Oltre la Memoria 5/6 ottobre 1943", coprodotto dall’associazione L’Altritalia ed Enzo Francesco Testa con il supporto del Comune e della sezione Anpi. Film premiato, come migliore recitazione,  al Festival internazionale indipendente internazionale "Rome outcast indipendent film award". Appuntamento è alle 20.15 con repliche 21.15 e 22.15.  06 ott. 2021

Walter Berghella

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Foto Andrea Franco Colacioppo

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