
Il centrodestra a Lanciano (Ch) si accapiglia sui quasi 5 milioni di euro ottenuti dal Comune e che sono destinati a diversi interventi, anche contro il dissesto idrogeologico.
Un finanziamento importante, annunciato con toni trionfali dall’amministrazione civica (LEGGI QUI), che però ha acceso uno scontro durissimo all’interno della stessa maggioranza tra Fratelli d’Italia e l’area civica rappresentata dal gruppo misto in Consiglio comunale. Nelle ultime ore anche l’opposizione è intervenuta con parole pesantissime, parlando apertamente di "bullismo politico" e accusando FdI di usare i fondi ministeriali come strumento di propaganda.
Ad aprire il caso è stata la conferenza stampa convocata nella Casa di Conversazione e alla quale hanno preso parte l’assessore ai Lavori pubblici, Paolo Bomba (FdI), affiancato dal sindaco Filippo Paolini, dall’assessore Tonia Paolucci (FI) e da esponenti del centrodestra cittadino e regionale. "E’ un giorno importante per Lanciano, perché annunciamo pubblicamente che abbiamo ottenuto 5 milioni dai ministeri dell’Interno e delle Finanze", ha dichiarato Bomba, rivendicando il risultato come frutto "del buon ingranaggio e della sintonia della filiera Comune-Regione-Governo centrale".
Il contributo rientra nel piano nazionale da 7,8 miliardi di euro destinato agli enti locali tra il 2021 e il 2030 per opere di messa in sicurezza del territorio. All’Abruzzo, per il 2026, sono stati assegnati 121 milioni di euro, con decine di Comuni beneficiari.
Parole che però hanno provocato la reazione immediata del gruppo misto civico in Consiglio comunale, guidato da Carlo Ciccocioppo insieme ai consiglieri Eugenio Caporrella, Enzo Di Diego e Gabriele Di Bucchianico. In una lunga nota, gli esponenti civici contestano con durezza il riferimento alla cosiddetta "filiera politica", accusando Fratelli d’Italia di utilizzare quei soldi come bandiera di partito.
Secondo il gruppo misto, sostenere che il finanziamento sia arrivato grazie al peso politico di FdI significherebbe lasciare intendere un condizionamento partitico nell’assegnazione delle risorse ministeriali. "Sarebbe un reato. Ma non è un reato. E’ semplicemente falsa propaganda", scrivono i consiglieri, ricordando che il decreto ministeriale ha finanziato ben 1.475 interventi in tutta Italia, compresi Comuni amministrati dal centrosinistra come Vasto e Francavilla al Mare, anch’essi destinatari di circa 5 milioni.
Nel mirino finiscono direttamente l’assessore Paolo Bomba; il capogruppo di FdI, Gianluca D’Intino; il presidente della Sangritana, Fausto Memmo e il segretario cittadino di Fratelli d’Italia, Rocco Finardi. Il gruppo misto chiede una "immediata correzione" delle dichiarazioni oppure "un passo indietro", accusando alcuni esponenti del partito di Meloni di aver trasformato un risultato amministrativo in un’operazione di propaganda interna alla coalizione.
Ma la polemica va oltre il tema dei finanziamenti e diventa uno scontro identitario. I civici rispondono infatti alle recenti critiche rivolte da FdI contro quello che viene definito "civismo da passerella" o "civismo di facciata". Un affondo che il gruppo misto respinge con decisione, ricordando come lo stesso sindaco Filippo Paolini sia espressione civica da oltre dieci anni e sia stato scelto dai partiti proprio per la difficoltà del centrodestra nel trovare una sintesi politica.
"Riteniamo che sia giunto il tempo di un civismo puro, propositivo, coraggioso e profondamente legato alla nostra città", scrivono i consiglieri, rivendicando un modello amministrativo lontano dalle logiche di partito e fondato sull’appartenenza territoriale.
Ad alimentare ulteriormente la tensione arriva anche l’opposizione consiliare. In una nota dal titolo durissimo, "Filiera e bullismo di Fratelli d’Italia", i consiglieri comunali Giacinto Verna e Leo Marongiu contestano apertamente il tentativo di attribuire alla filiera politica il merito del finanziamento.
"Quello che non capiamo è come sia possibile rivendicare, da parte di Fratelli d’Italia, una filiera politica rispetto ad una legge nazionale che viene finanziata e distribuisce i suoi effetti attraverso un decreto ministeriale per decine di comuni abruzzesi e centinaia di comuni italiani sulla base di parametri precisi e non di rapporti particolari o privilegiati", scrivono i due consiglieri.
"Se c’è stata una manina per favorire Lanciano, ci dicessero chi dovremmo ringraziare con tanto di nomi e cognomi", aggiungono. Secondo Verna e Marongiu, il rischio è quello di far passare il messaggio che i fondi pubblici vengano distribuiti sulla base di rapporti politici e non attraverso criteri tecnici e amministrativi.
Per i consiglieri di opposizione, Fratelli d’Italia avrebbe sfruttato il risultato per regolare i conti all’interno dello stesso centrodestra cittadino, "mostrando i muscoli" nella maggioranza. Da qui l’accusa di "bullismo politico" e di "comunicazione faziosa e fuorviante".
Verna e Marongiu sottolineano inoltre che il risultato dovrebbe essere attribuito soprattutto al lavoro degli uffici tecnici comunali e non a dinamiche di appartenenza partitica. Un attacco che si allarga anche alla gestione generale della città e ai rapporti con Regione e Governo. "Dove stava la filiera quando le corse bus che collegano Lanciano a Pescara sono state tagliate? Cosa fa questa filiera sui minimi dispositivi che mancano nei reparti del Renzetti? O quando la biblioteca regionale ha dovuto attendere cinque mesi per interventi minimi?", chiedono dal centrosinistra.
Nonostante il clima rovente, il gruppo misto assicura di voler restare fedele al mandato elettorale e alla coalizione di centrodestra fino alla fine della consiliatura. Ma il caso dei 5 milioni ha aperto un nuovo terreno di scontro tra partiti di maggioranza. 22 mag. 2026
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