
Sarà il ballottaggio il 7 e 8 giugno prossimi a decidere il nuovo sindaco di Chieti. Al termine dello scrutinio delle elezioni amministrative, Giovanni Legnini chiude in testa con 47,21%, ossia con 12.426 voti, senza raggiungere la soglia necessaria del 50% più uno. A contendergli la fascia tricolore tra due settimane sarà Cristiano Sicari, secondo con il 27,47% delle preferenze, pari a 7.231 voti.
Il dato definitivo conferma dunque uno scenario che si era delineato già nelle prime ore dello spoglio: il centrosinistra guidato da Legnini domina la competizione elettorale, ma dovrà affrontare il secondo turno per conquistare il Comune. Restano invece distanziati gli altri candidati sindaco.
Al terzo posto si colloca Mario Colantonio conil 16,66%, ovvero 4.384 preferenze. Più staccato Alessandro Carbone, che raccoglie 1.240 voti (4,71%), mentre Giancarlo Cascini si ferma a 826 voti, corrispondenti al 3,14%. Chiude Olinto Amoroso con 212 voti e lo 0,81%.
Legnini ha potuto contare su una coalizione ampia e articolata composta da Partito Democratico, Polo Civico, Chieti Viva con Legnini, Chieti per Chieti, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Una coalizione che si è rivelata competitiva in quasi tutte le sezioni cittadine e che ha consolidato il vantaggio dell’ex presidente della Regione Abruzzo nel corso dello scrutinio.
Sicari, sostenuto da Forza Italia-PPE, Fratelli d’Italia, Chieti Progetto e Noi Moderati-PPE, ha invece rappresentato il candidato di riferimento del centrodestra, riuscendo a conquistare il secondo posto e l’accesso al ballottaggio.
Mario Colantonio, appoggiato da Lega, Azione Politica e Unione di Centro, non è riuscito a colmare il distacco dai primi due candidati nonostante un risultato considerato significativo nell’area moderata e civica.
Complessivamente sono stati 25.870 i voti espressi per i candidati sindaco, mentre le liste hanno raccolto 24.357 voti validi. Elettori 43.393.
Da segnalare inoltre che gli atti relativi alla sezione 10 del Comune di Chieti sono stati inviati all’Ufficio centrale per il completamento delle operazioni, circostanza che tuttavia non modifica il quadro generale emerso dalle urne.
Ora l’attenzione si sposta inevitabilmente sul ballottaggio, dove Legnini partirà da una posizione di netto vantaggio ma dovrà cercare di ampliare ulteriormente il consenso per evitare sorprese.
Per il centrodestra, invece, il secondo turno rappresenta l’ultima occasione per ricompattare il fronte e tentare il... colpaccio. Le prossime due settimane saranno quindi decisive tra apparentamenti, trattative politiche e ricerca del consenso degli indecisi. 25 mag. 2026
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