
Grande interesse ad Atessa per il panel “Il turismo motoristico per lo sviluppo del territorio”, promosso nell’ambito della rassegna Val di Sangro Expo e della kermesse Italian Motor Week, manifestazione promossa dalla Rete nazionale Città dei Motori.
L’incontro, moderato da Danilo Moriero, segretario generale di Città dei Motori, ha visto la presenza di rappresentanti delle istituzioni e del mondo motoristico: Enrico Di Giuseppantonio, consigliere nazionale Anci e sindaco di Fossacesia; Luciano D’Alfonso, deputato; Vincenzo Menna, consigliere regionale Abruzzo e membro del direttivo nazionale Città dei Motori; Luigi Zironi, presidente nazionale Città dei Motori e sindaco di Maranello; Agnese Di Matteo, vicepresidente ASI – Automotoclub Storico Italiano; Luigi Galante, già dirigente Stellantis; Daniele D’Amario, sottosegretario alla Presidenza della Regione Abruzzo con delega al turismo. Il sindaco Giulio Borelli ha portato i propri saluti. (VIDEO, a cura di GAETANO D'ALESSANDRO e MASSIMILIANO BRUTTI)
Il consigliere regionale Menna ha sottolineato come “il turismo dei motori sia una risorsa capace di integrare l’offerta turistica abruzzese, che già oggi rappresenta il 13% del Pil. Occorre impegnarsi per ampliare questa offerta, anche migliorando il progetto di legge regionale sul mototurismo, unendo la passione per le due ruote alla scoperta del territorio, soprattutto nei borghi e nelle aree interne ancora escluse dai grandi flussi. Il turismo motoristico può spaziare dalle auto storiche alle vetture elettriche, fino alle visite aziendali periodiche”. Uno sguardo a Stellanti e ad Honda, eccellenze industriali del territorio. “Uno scooter su quattro in giro per l’Europa - ha rimarcato- è stato prodotto qui”.
Moriero ha evidenziato come, secondo Unioncamere, “in Italia il comparto del turismo motoristico muove circa 4,5 milioni di persone, generando un indotto fatto di pernottamenti, ristorazione e benefici diffusi per i territori. Non si tratta di una nicchia, ma di un settore che può crescere ancora molto”.
Di Giuseppantonio ha spiegato l’importanza delle reti: “La presenza della rete Città dei Motori si integra con altre realtà associative e territoriali, favorendo cooperazione, visibilità e idee nuove. E’ questo l’antidoto contro i localismi e la chiave per trasformare la passione motoristica in attrattore turistico”.
Sul fronte industriale, Galante ha ricordato il ruolo di Stellantis: “Sette camper su dieci in Europa nascono su base Ducato: un dato che testimonia quanto questo territorio sia centrale. Qui in Val di Sangro sono stati finora prodotti sette milioni di veicoli, di cui due milioni per camper e van. Lo stabilimento di Atessa continua a organizzare visite quotidiane, che confermano quanto le aziende siano parte integrante del tessuto sociale ed economico”.
D’Amario ha messo l’accento sulla strategia regionale: “La sfida del turismo abruzzese nasce dalla consapevolezza che la nostra regione per troppo tempo è rimasta uno dei segreti meglio custoditi al mondo. Occorre regolamentare e formare anche chi fa ospitalità, per accompagnare i flussi crescenti legati al turismo su due ruote e ai borghi. Solo così si potrà costruire un sistema in grado di rispondere alle esigenze dei visitatori e valorizzare parchi e paesaggi unici”.
Di Matteo, vicepresidente Asi, ha portato l’esperienza del motorismo storico: “Le auto storiche ci obbligano a un turismo lento, che porta i visitatori a scoprire i veri valori identitari dei borghi. Con l’Autogiro d’Italia abbiamo attraversato cinque regioni e 175 comuni, dimostrando che il turismo motoristico può essere sostenibile, culturale e profondamente radicato nei territori”.
Il deputato Luciano D’Alfonso, promotore di una proposta di legge bipartisan sul turismo motoristico, ha evidenziato: “Questa legge tende a fare sistema, superando politiche frammentarie. L’Italia ha straordinarie ricchezze naturali e culturali che, unite alla passione motoristica, possono attrarre flussi internazionali. L’Abruzzo, con la sua vicinanza tra mare e montagne, la storia di Corradino d’Ascanio e l’eccellenza industriale, può essere la prima regione a dotarsi di una normativa organica sul turismo dei motori”.
Zironi ha puntualizzato: "Quella di oggi è un'occasione per ritornare a parlare di un argomento che sta molto a cuore a noi sindaci delle Città dei motori: sono 38 città che in Italia sono collegate fra loro perché al loro interno esiste qualche tipicità legata al tema motoristico… possono essere aziende dove si producono veicoli a due ruote a quattro ruote, musei , collezioni, autodromi oppure città che hanno dato i natali a eroi delle corse o progettisti importanti. Siamo convinti e i numeri ci danno ci danno supporto che anche il motore sia un una tipicità italiana straordinaria. Il nostro Paese è pieno di aziende che fanno cose importanti o hanno autodromi leggendari… La lista è veramente lunga e tutti insieme, credo che possiamo costruire un’ulteriore opportunità di economia per i nostri territori. I numeri sono dalla nostra parte: i biglietti staccati in un anno per visitare musei e collezioni in questo settore sono oltre un milione e mezzo. Poi ci sono i raduni, gli eventi sportivi che generano indotto importanti sui territori, quindi riteniamo che collegandosi con altre filiere come l'enogastronomia e la storia, la cultura e l'arte si possano offrire valide opportunità di crescita. Il turismo motoristico può diventare un marchio distintivo di tutto il Paese". 20 sett. 2025
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