
Una vera e propria “doccia fredda” ha colpito la Chieti sportiva. La notizia che nessun tifoso avrebbe mai voluto ricevere è arrivata come un fendente: la Corte Federale d’Appello ha accolto il ricorso della Procura Federale, ribaltando totalmente la sentenza di primo grado che, solo lo scorso 30 aprile, aveva illuso la città con una semplice ammenda. Per il Chieti non c’è più campo, non c’è più sudore, non c’è più speranza domenicale; resta solo il baratro di una retrocessione decretata tra le carte bollate.
Solo poche settimane fa, il Tribunale Federale Nazionale aveva acceso un barlume di speranza limitandosi a una sanzione pecuniaria di 5.000 euro, lasciando che fosse il pallone a decidere il destino del club. Oggi, quel castello di carte è crollato sotto il peso di una sanzione durissima: undici punti di penalizzazione che cancellano, in un solo istante, l’eroica rimonta compiuta dalla squadra nell'ultima fase del campionato. La classifica viene riscritta con l'inchiostro amaro della giustizia sportiva, facendo sprofondare i neroverdi al terzultimo posto con appena 24 punti. Il divario con il Sora è diventato una voragine di quattordici lunghezze, un distacco che annulla il diritto a disputare lo spareggio salvezza.
La reazione del Chieti F.C. 1922 non si è fatta attendere ed è arrivata con un comunicato intriso di sconcerto e rabbia. La dirigenza ha definito il provvedimento "una decisione senza precedenti", una vera e propria "condanna a morte sportiva" che colpisce i dilettanti con una severità burocratica ignota ai professionisti. Secondo il club, la sanzione è del tutto sproporzionata rispetto alle contestazioni amministrative e configura un paradosso normativo inaccettabile.
Il club neroverde rifiuta con forza il ruolo di capro espiatorio del Girone F e lancia accuse pesantissime, chiedendo alla FIGC "di accendere un faro anche su altre società del raggruppamento. La dirigenza afferma di essere a conoscenza di situazioni debitorie e amministrative ben più gravi tra le proprie "consorelle" e pretende verifiche a tappeto su bilanci e liberatorie di tutto il girone per garantire il principio di equità. Senza questi controlli, il club si dice vittima di un provvedimento "ad personam" volto a colpire esclusivamente la piazza teatina".
Mentre il Sora festeggia una salvezza diretta e la Recanatese si prepara alla sfida contro il San Marino, il Chieti affila le armi legali. La società ha già annunciato che, non appena pubblicate le motivazioni, presenterà immediato ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport presso il CONI. E' l'ultimo grado di giudizio, l'ultima trincea per difendere una categoria e una dignità che la piazza sente scippata. Per ora, però, il verdetto resta una ferita aperta: il Chieti perde la Serie D nelle aule di tribunale.
Sulla questione interviene anche il presidente dlela Regione, Marco Marsilio: "Seguo con attenzione la vicenda del Chieti Calcio, consapevole del valore sportivo, sociale e identitario che questa società rappresenta per la città e per tutto il territorio.
In una situazione tanto delicata, è necessario mantenere equilibrio, senso di responsabilità e rispetto pieno dei percorsi di giustizia sportiva.
Proprio per questo, se in passato si è ritenuto opportuno rinviare la disputa della partita in attesa dell’esito dell’appello, appare oggi altrettanto corretto attendere il giudizio definitivo di terzo grado, prima di assumere qualsiasi determinazione che possa produrre effetti irreversibili sulla prossima stagione.
Ogni intervento affrettato, infatti, rischierebbe di compromettere in modo irreparabile il futuro sportivo della squadra, dei tesserati, della società e della sua tifoseria.
Invito pertanto tutte le componenti interessate a un atteggiamento di prudenza, equilibrio e responsabilità, nell’interesse esclusivo della correttezza sportiva e della tutela di un patrimonio che appartiene all’intera comunità". 14 mag 2026
URANIO UCCI
© RIPRODUZIONE RISERVATA