
Clima rovente in casa Chieti. La disfatta in campionato contro l'ultima in classifica, il Castelfidardo, è stata solo la punta dell'iceberg di una crisi societaria e tecnica che ha trasformato la stagione in un vero e proprio campo di battaglia.
La squadra, reduce da tre sconfitte consecutive che l'hanno fatta sprofondare in zona play-out, ha alzato la voce contro la dirigenza per il ritardo nel pagamento degli stipendi di settembre, mentre la società replica con accuse di scarso impegno e dignità non dimostrata sul campo.
La tensione è esplosa dopo una settimana già segnata dall'esonero dell'allenatore Del Zotti e dalla sfiducia al direttore sportivo Battisti.
I giocatori, in stato di agitazione, hanno chiesto garanzie sui rimborsi arretrati. Il presidente Di Labio ha inizialmente assicurato l'avvenuto pagamento per poi ammettere un "ritardo di 20 giorni", impegnandosi a saldare al più presto.
Al termine della gara persa contro il Castelfidardo, il presidente Di Labio, ha avuto una reazione durissima: "Nulla può giustificare la prestazione vista con il Castelfidardo," ha tuonato, accusando apertamente parte della rosa di non "sudare la maglia" e di non essere "degna di stare a Chieti".
Il messaggio è chiaro: o i giocatori ritrovano la concentrazione o verranno messi ai margini. Ciliegina sulla torta, la minaccia di far giocare i ragazzi della Juniores che “darebbe più soddisfazionedi questi soggetti che prendono lauti stipendi e poi in campo non rendono quello che dovrebbero rendere". Dall'altro canto i giocatori, uniti, ribadiscono che se spettanze non vengono regolarizzate, sono pronti alla mobilitazione. 11 nov. 2025
URANIO UCCI
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