
Una delle pagine più gloriose e vincenti del calcio dilettantistico abruzzese si chiude nel modo più drammatico. Con il Comunicato Ufficiale n. 502 (che recepisce la delibera n. 253/A della FIGC firmata dal presidente Gabriele Gravina), la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha decretato la revoca dell'affiliazione per la Renato Curi Angolana S.r.l. e la contestuale decadenza di tutti i tesseramenti. I calciatori sono da questo momento svincolati d'autorità e liberi di accasarsi altrove.
Il provvedimento della FIGC non è arrivato a ciel sereno, ma rappresenta la conseguenza inevitabile della dichiarazione di liquidazione giudiziale pronunciata dal Tribunale di Pescara. Il collasso finanziario della società poggia su una situazione debitoria complessa, stimata complessivamente in cifre ben più alte, ma precipitata a causa di uno specifico contenzioso. Il fallimento è stato infatti dichiarato dal Tribunale su ricorso della Prosport Adolfo De Cecco s.r.l..
Al centro della disputa c'è il mancato pagamento dell'affitto dello storico complesso sportivo "Poggio degli Ulivi", quartier generale degli allenamenti nerazzurri. Secondo i legali della Prosport, la Curi Angolana avrebbe accumulato un'esposizione superiore ai 200.000 euro per un anno di utilizzo della struttura senza versare il dovuto. Nonostante i tentativi della dirigenza di giustificare la situazione parlando di "investimenti extra-sportivi" e preannunciando ricorsi, i giudici pescaresi hanno tirato dritto, nominando l'avvocato Saverio Mancinelli come curatore fallimentare per gestire la delicata fase di liquidazione.
La fine della Renato Curi Angolana lascia un vuoto enorme. Parliamo di un club storico, famoso in tutta Italia per un settore giovanile d'eccellenza capace di sfornare talenti per i professionisti, e che in passato aveva persino accarezzato la Serie C. Il paradosso è che il fallimento societario arriva dopo stagioni in cui la dirigenza non baciava a spese. Negli ultimi campionati di Eccellenza erano stati allestiti veri e propri "squadroni" (portando a Città Sant'Angelo anche profili di lusso come l'ex Serie A Boakye) con l'obiettivo fisso della Serie D. Un obiettivo sfiorato ma drammaticamente fallito sul campo, con ben due finali playoff regionali perse consecutivamente. Sforzi economici enormi che, alla luce dei fatti, hanno finito per appesantire fatalmente i bilanci.
L'uscita di scena dell'Angolana riscrive completamente la mappa del prossimo campionato di Eccellenza Abruzzo 2026/2027, scatenando un vero e proprio effetto domino.
Considerando la promozione in Serie D della Santegidiese e la complicata situazione del Chieti FC 1922 (retrocesso ma alle prese con una pesante crisi societaria), la rinuncia forzata dei nerazzurri apre la strada a un numero elevatissimo di ripescaggi: potrebbero essere addirittura tre.
Le società interessate avranno tempo dal 6 al 13 luglio per presentare la documentazione. Al momento, gli indiziati principali per completare l'organico del massimo campionato regionale sono: il Penne (retrocesso sul campo poche settimane fa), e la Rosetana (sconfitta nella finalissima playoff di Promozione), sullo sfondo, sperano nel salto di categoria anche Sambuceto e Pianella.
Mentre il sindaco Matteo Perazzetti ha già incontrato il curatore Mancinelli nel tentativo di capire come tutelare lo sport cittadino, il titolo sportivo della Rc Angolana è di fatto cancellato. Per non far sparire il calcio in città, le strade percorribili nell'immediato sono due: ripartire dal gradino più basso (la Terza Categoria) oppure sperare che qualche club limitrofo di Promozione decida di trasferire il proprio titolo sportivo a Città Sant'Angelo, ereditando magari lo storico nome attraverso una fusione o un cambio di denominazione.
Una cosa è certa: il 17 giugno 2026 rimarrà una data tristissima per lo sport abruzzese. Cala il sipario su un pezzo di storia. 18 giu 2026
URANIO UCCI
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