Elezioni comunali Pescara. Carlo Masci: 'Ecco la mia città del futuro'
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La sua "corsa" a sindaco di Pescara rappresenta già da adesso un'importante rivincita. Sì, perché sulla candidatura di Carlo Masci (Forza Italia) per il centrodestra erano in pochi a scommettere, soprattutto dopo che Matteo Salvini, all'indomani della vittoria della Lega alle Regionali, aveva annunciato che sarebbe stato proprio il Carroccio a esprimere il nome dell'aspirante primo cittadino. E invece Masci potrà contare sull'appoggio di Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia, Udc, Pescara Futura, Amare Pescara e PrimaPescara.

In realtà, l'ex assessore regionale già da alcuni mesi aveva lanciato segnali incoraggianti su Facebook, soprattutto quando faceva riferimento alla sua precedente esperienza da amministratore di maggioranza, ai tempi della giunta Pace. Erano gli anni '90, e Masci fu candidato nel 2003 proprio per segnare un punto di continuità con Carlo Pace che, essendo stato già rieletto, era uscito dai giochi. Tuttavia in quell'anno il leader di Pescara Futura dovette scontrarsi con l'emergente Luciano D'Alfonso, che lo sconfisse: fu così il futuro governatore e senatore Pd ad andare sulla poltrona più alta di Palazzo di città, mentre Masci fu costretto ad accontentarsi di sedere tra i banchi dell'opposizione. 

Nei giri successivi è toccato per ben tre volte a Luigi Albore Mascia (2008, 2009 e 2014). Adesso è il coronamento di una carriera politica che ha portato Masci a un importante consenso da parte dei cittadini. Sarà lui il nuovo sindaco di Pescara?

Masci si schernisce e dice di voler essere “il sarto che ricuce con ago e filo la nostra città ormai sfilacciata: rammendare le parti che si sono disgregate nel corso di questi anni”. La prima cosa che propone è di risanare il mare dopo le polemiche sulla balneabilità che ci sono state in questi ultimi anni: "Il nostro mare deve tornare ad assurgere al ruolo di biglietto da visita, dobbiamo tornare a fare il bagno nella zona centrale del litorale, come era abitudine consueta dei cittadini tanti anni fa. Voglio che Pescara ottenga la bandiera blu". E ancora: "L’accumulo di rifiuti che si staglia dinanzi all’ingresso del porto turistico, frutto del dragaggio del fiume, è un pessimo biglietto da visita per una città a vocazione turistica come la nostra".

Tra le priorità programmatiche, Masci si sofferma anche sulle potenzialità rilevanti dell’intelligenza artificiale: "Bisogna guardare al futuro. Voglio essere il garante dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione: è inaccettabile che ci si debba sottoporre a un "tour de force" per richiedere i documenti; deve esistere un operatore virtuale che grazie all’intelligenza artificiale dia garanzia al benessere dei cittadini, sia fornendo risposte che semplificando la quotidianità; non solo per coloro che vivono in centro, ma in particolare per chi risiede nelle periferie, in aree degradate".

Altro punto cardine dovrà essere la sicurezza: "Questa era una delle città più sicure in Italia. Passeggiando per le strade della nostra città assisto inesorabilmente a un disagio sociale e a un degrado urbano e periferico e mi stringe il cuore. Ricordo quando anni fa si circolava tranquilli anche a notte fonda; oggi constatiamo tutti che i pericoli per la nostra incolumità ci minacciano anche in orari diurni. Desidero ricordare il primo progetto europeo "Urban", 24 miliardi per le periferie, che per l’entusiasmo di Carlo Pace nel ’94 ha riqualificato le zone degradate". 

Per quanto riguarda la sua precedente esperienza di amministratore, precisa: "Abbiamo cambiato il volto di Pescara, con concerti sulla spiaggia, un centro storico abbandonato e reso infine un gioiello; il centro trasformato in un salotto a cielo aperto. Ma oggi bisogna guardare oltre, con innovazione, ad un’altra Pescara". 

E a chi lo critica per le sue posizioni contro il mercatino etnico, ricordandogli che però fu proprio la giunta Pace, nel 1995, a varare il primo progetto di trasferimento del mercatino nel tunnel della stazione, risponde: "Quella scelta del 1995 fu della giunta Pace di cui io ero l’esponente più giovane, quando in Consiglio comunale sedevano giganti come Nino Sospiri, Glauco Torlontano e altri ancora, in un’ottica di condivisione tra maggioranza e opposizione sulle questioni più delicate per la città. In quel momento storico quella era la scelta giusta, e questo testimonia che io non ho né preconcetti né pregiudizi nei confronti di alcuno, ma agisco in base al contesto. Oggi, invece, come ho sempre ribadito, la scelta di collocazione del mercato nel sottopasso è sbagliata dal punto di vista sociale ed economico. La vera integrazione si fa inserendo gli ambulanti all’interno dei mercati rionali, non creando ghetti".

Masci conclude: "Insieme abbiamo dato vita agli eventi sul litorale, con un soddisfacente riscontro per il settore balneare. Ora ci sono le sfide del futuro. Io la guardo la città, con le piante morte, scheletri in centro: bisogna ricreare la riviera per valorizzare una paesaggistica da competizione. Dobbiamo avere la visione del futuro".

Redazione Pescara

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Nelle foto Carlo Masci e la sua sede elettorale

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