Elezioni comunali Pescara. Masci querela Costantini. Sospiri: 'Atto dovuto'

Ad un anno e mezzo dall'ultima consultazione elettorale del giugno 2024, a Pescara si tornerà a votare l'8 e il 9 marzo prossimi, solo in 23 sezioni su 170 dove, prima il Tar e poi il Consiglio di Stato (l'ultima sentenza è del 13 gennaio), hanno stabilito che durante lo spoglio delle schedeci sono state irregolarità. 

Errori di verbalizzazione, voti in più o in meno attribuiti ai singoli candidati, qualche plico con le schede elettorali ritrovato aperto al momento del deposito in prefettura, e altro ancora.

Ora la campagna elettorale si inasprisce ulteriormente e approda sul terreno giudiziario. Il sindaco uscente Carlo Masci ha infatti annunciato la presentazione di una querela per diffamazione nei confronti dello sfidante del centrosinistra Carlo Costantini, accusandolo di aver superato i limiti della legittima critica politica con affermazioni che, a suo giudizio, ledono l’onorabilità personale e istituzionale del primo cittadino.

Masci, che come Costantini è avvocato, lamenta di essere stato indicato in più occasioni come un sindaco “abituato ad agire nell’illegalità”, anche attraverso presunti comportamenti irregolari legati alla nomina dei presidenti di seggio, che secondo il candidato del centrosinistra sarebbero stati scelti in modo da favorire l’attuale amministrazione. Tra le contestazioni finite alla base della querela figura inoltre l’accusa di utilizzo di fondi e risorse pubbliche per la campagna elettorale, circostanza che Masci respinge con fermezza.

Secondo il sindaco uscente, si tratterebbe di accuse gravi e reiterate, portate avanti per settimane e tali da alimentare un clima di sospetto e delegittimazione. Da qui la decisione di rivolgersi a un giudice terzo, affinché chiarisca se le dichiarazioni di Costantini rientrino nell’ambito di una critica politica aspra ma consentita, oppure configurino i reati di diffamazione e calunnia. Una scelta che arriva a poco più di un mese dal voto e che segna un ulteriore irrigidimento dello scontro tra i due principali contendenti alla guida del Comune di Pescara.

Sulla vicenda è intervenuto il presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Lorenzo Sospiri, che ha espresso pieno sostegno all’iniziativa del sindaco Masci, definendola “un atto moralmente e istituzionalmente dovuto”. “Dopo un anno e mezzo di insulti neanche velati, di illazioni tese a creare un clima di sospetto, di diffamazioni e calunnie – ha dichiarato Sospiri – la querela del sindaco di Pescara non è un segno di fragilità, ma un’azione necessaria per difendere non solo la dignità dell’uomo Carlo Masci, ma anche l’immagine di tutti quei pescaresi che hanno legittimamente votato il proprio sindaco”.

Il presidente dell’assemblea regionale ha quindi sottolineato l’esistenza di un confine che, a suo giudizio, non dovrebbe mai essere superato nel confronto politico. “Credo che ci sia un limite alla cosiddetta critica politica – ha aggiunto – una linea virtuale che non va oltrepassata, perché l’errore più grande è quello di scadere sul piano personale. A Pescara questo limite è stato abbondantemente superato, come continua a fare Sinistra Italiana con il suo segretario regionale Licheri”.

Nel suo intervento Sospiri ha inoltre rivendicato l’azione amministrativa del centrodestra, contrapponendola a quella che ha definito una “politica virtuale” dell’opposizione. “Mentre il centrodestra continua a parlare di programmi, opere, progettualità e concretezza – ha affermato – Licheri e i suoi alleati continuano a fanfaronare, a dimostrazione del vuoto di idee che li caratterizza”.

Tra gli esempi citati figurano l’abbattimento del Ferro di Cavallo, la riqualificazione di piazza Sacro Cuore, il progetto di riconversione e risanamento delle aree di risulta, 13 ettari destinati a ospitare un parco, nuovi parcheggi e il Palazzo dell’Istituzione regionale, oltre agli investimenti sulla sostenibilità ambientale che, secondo Sospiri, consentiranno a Pescara di ottenere nel 2026 la sesta Bandiera Blu. “Interventi – ha sottolineato – che per alcuni versi anche la sinistra avrebbe voluto realizzare, ma senza riuscirci nei lunghi anni in cui ha amministrato la città”.

“Pescara merita di più – ha concluso il presidente del Consiglio regionale – e merita soprattutto una forza di opposizione che sia all’altezza del proprio ruolo, capace di confrontarsi sui temi di interesse pubblico con una critica corretta e leale. Quando la sinistra ritroverà questa capacità, il centrodestra sarà sempre pronto e disponibile al confronto”.

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