Atessa. 'Col dietrofront UE, Stellantis non ha più scuse: deve tornare a investire in Italia'

"La recente decisione dell’Unione Europea di modificare la norma che prevedeva lo stop ai motori endotermici entro il 2035, fa venir meno tutti gli alibi che negli ultimi anni sono stati utilizzati per giustificare la mancanza di investimenti nel settore automotive in Italia".

Alfredo Fegatelli, segretario Fiom Cgil Chieti, sottolinea che ora Stellantis "non ha più scuse: deve investire nel nostro Paese e rilanciare la produzione industriale". E aggiunge, "è indispensabile potenziare lo stabilimento di Termoli attraverso l’introduzione di nuove produzioni di motori, capaci di rivitalizzare il sito e garantire prospettive occupazionali. In questo quadro non può e non deve essere esclusa la possibilità di riavviare il progetto della Gigafactory, anche alla luce del fatto che l’Europa ha stanziato oltre un miliardo di euro per la realizzazione di batterie".

Per l’Abruzzo e in particolare per lo stabilimento ex Sevel, secondo il sindacato "i numeri confermano l’importanza strategica del sito, che però necessita di certezze industriali". Il 2025, spiega Fegatelli, "si chiuderà con una produzione di circa 166.000 furgoni e con una forza lavoro pari a 4.357 addetti. E' previsto per il 2026 un aumento progressivo delle produzioni, con l’obiettivo di passare da circa 640 furgoni al giorno a 820 a partire da febbraio, anche attraverso il ripristino parziale del terzo turno su base volontaria e il rientro di parte dei lavoratori oggi in trasferta. Contestualmente resta in vigore un nuovo contratto di solidarietà fino al 31 luglio 2026, con una riduzione massima dell’orario fino al 35%, a causa anche delle incertezze del mercato".

Questi elementi, tuttavia, non sono sufficienti, avverte la Fiom. Che dichiara: "Stellantis deve presentare un piano industriale chiaro e vincolante per la realizzazione del nuovo furgone, con investimenti adeguati a garantire continuità produttiva, occupazione stabile e qualità del lavoro, superando definitivamente una gestione fondata su ammortizzatori sociali e uscite incentivate".

Secondo la Fiom, "il Governo deve assumersi fino in fondo la propria responsabilità, convocando Stellantis e le parti sociali per esigere un piano di investimenti concreti e verificabili. E' inoltre necessario coinvolgere le Regioni, affinché possano attivare percorsi di supporto all’ammodernamento dell’indotto, favorendo anche processi di diversificazione produttiva". 17 dic. 2025

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