Opere d'arte fasulle. Due anni e due mesi di carcere a gallerista di Pescara

Due anni e due mesi di carcere sono stati inflitti, dal Tribunale monocratico di Pescara, al gallerista Cesare Manzo, accusato di avere riprodotto, contraffatto e posto in vendita alcune opere, denominate "Frattali", del noto artista biellese Michelangelo Pistoletto. Manzo è stato anche condannato, dal giudice Virginia Scalera, al risarcimento dei danni: stabilita una provvisionale di 10mila euro. 

Secondo l'accusa l'imputato avrebbe realizzato, autenticato e venduto numerosi "Frattali", che sono stati sequestrati in mezza Italia tra il 2011 e il 2016. Sono stati scovati in gallerie, case d’asta e presso singoli collezionisti. Tre di essi sono stati rinvenuti, sempre nel 2016, nella galleria riconducibile a Manzo. Si tratta di falsi  dai colori giallo, azzurro e rosso. La maggior parte dei lavori, tuttavia, era stata acquistata tra il 2004 e il 2005.

"Si tratta - ha spiegato l’artista al processo - di singole parti di un’unica grande opera", realizzata con l’idea di proiettare "una sorta di esplosione fatta di tanti piccoli specchi che erano parte di un uno specchio infinito". Nel settembre del 2000 Pistoletto ha esposto i "Frattali" nella galleria di Manzo a Pescara. Successivamente gli è stato chiesto di creare un'altra quindicina di opere. Poi, però, i "Frattali" sono spuntati stranamente ovunque.  A iosa. A centinaia. Contraffazioni, con autentiche... fasulle. "All’inizio avevano discrete quotazioni sul mercato, attualmente non valgono più nulla". Dalle indagini è stato accertato che a i falsi "Frattali" vanno ricondotti a Manzo.

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Nella foto Pistoletto

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