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Trent'anni di carcereper Davide Troilo, l'uomo che il 2 dicembre del 2016, a Pescara,  ha ucciso, con 17 coltellate, l'ex fidanzata, Jennifer Sterlecchini, di 26 anni. La sentenza è stata emessa dalla Corte d'Appello dell'Aquila, presieduta dal giudice Armanda Servino. Come richiesto in mattinata dal procuratore generale Alberto Sgambati, al quale si sono unite le parti civili, è stata dunque confermata la sentenza di primo grado emessa dal tribunale diPescara al termine del processo con rito abbreviato.

La difesa dell'imputato, affidata all'avvocato Giancarlo De Marco, aveva contestato l'aggravante dei futili motivi, invocando la concessione delle attenuanti generiche, ma la Corte ha deciso diversamente. Troilo, presente in aula, è rimasto in silenzio. La madre e il fratello della vittima si sono abbracciate al momento della lettura della sentenza. All'esterno dell'aula presenti gli amici della ragazza ammazzata, che con un sit in e striscioni hanno chiesto "giustizia per Jennifer". Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni. 

I due per un po' avevano convissuto. Si erano lasciati da poco e la ragazza, accompagnata dalla madre e da un'amica, quel giorno era andata nell'abitazione dell'uomo per recuperare vestiti e oggetti personali. All'improvviso la porta di casa si è chiusa e si sono sentite le urla disperate di lei. La madre e l'amica si trovavano all'esterno, vicino all'auto ma non sono riuscite ad entrare. Quando le forze dell'ordine sono arrivate sul posto, hanno trovato Jennifer  massacrata sul pavimento, in una pozza di sangue. E lui accanto.

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